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Afghanistan: Ue,140 milioni per cibo, sanità, istruzione, diritti delle donne

Jutta Urpilainen (Photo European Commission)

(Bruxelles) L’Unione europea ha deciso di stanziare 140 milioni di euro per l’assistenza ai bisogni primari e ai mezzi di sussistenza nei settori dell’istruzione, della sanità, dell’agricoltura e dell’emancipazione economica delle donne in Afghanistan. La decisione di sbloccare i fondi, precedentemente congelati dal dicembre 2022 in risposta alla decisione dei talebani di vietare alle donne di lavorare nelle Ong, “arriva dopo sei mesi di monitoraggio e valutazione del principio ‘for women by women’. Questo principio – specifica una nota diffusa qui a Bruxelles – garantisce che le ragazze e le donne afghane siano coinvolte in tutti gli aspetti della catena di distribuzione degli aiuti”. I fondi dell’Ue, verso il Paese abbandonato a se stesso dopo il ritiro delle forze armate statunitensi ed europee, “continueranno a essere diretti attraverso le agenzie delle Nazioni Unite, la Banca mondiale e le organizzazioni internazionali non governative che operano sul campo. Il sostegno finanziario mira a fornire assistenza di prima necessità al popolo afghano in seguito alle preoccupanti sfide che deve affrontare nel Paese”.
L’Unione europea “sta mobilitando questi finanziamenti per nuovi progetti come il sostegno a un ambiente di apprendimento favorevole sia per i ragazzi che per le ragazze, e per migliorare e incentivare l’accesso alla scuola attraverso l’assistenza alimentare. Per quanto riguarda la salute, i fondi contribuiranno a rafforzare i servizi sanitari di base, a curare le malattie infettive, a fornire l’acqua potabile, a migliorare la nutrizione dei bambini e a rafforzare la sicurezza alimentare delle famiglie”. Si lavorerà anche sulla resilienza climatica e sull’aiuto per il ritorno e la reintegrazione dei rifugiati afghani che ritornano dai Paesi vicini.
Jutta Urpilainen, commissaria per i partenariati internazionali, spiega: “Sappiamo quanto sia stato difficile affrontare la situazione sempre più grave in Afghanistan. Eppure, negli ultimi sei mesi, la comunità internazionale ha trovato il modo di fornire il sostegno di cui hanno disperatamente bisogno donne, ragazze e altri gruppi vulnerabili”.

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