Diaconi permanenti: chiuso a Modena il convegno interregionale con mons. Castellucci e don Ciotti

(Foto E.Petrolino)

Si è svolto a Modena, il 16 e 17 giugno, l’incontro interregionale dei diaconi permanenti, promosso dalla Comunità del Diaconato in Italia, presieduta da Enzo Petrolino. Oltre 120 diaconi, provenienti da tutte le regioni ecclesiastiche dell’Italia del Nord, si sono ritrovati, dopo la pandemia, per riflettere in continuità con quanto è stato approfondito al Convegno di Assisi dello scorso agosto: “La Sinodalità come stile diaconale. Diaconi sulla strada a servizio della missione della Chiesa”. Ad Assisi, ha detto Petrolino, si è riflettuto di sinodalità come stile che i diaconi sempre di più devono assumere nel loro ministero. Quindi “per rinnovare il volto del ministero diaconale, è necessario ricercare insieme, in un clima di fraternità, ciò che il Signore ci chiede in questo cammino e in questo tempo. Dobbiamo accoglierci e ascoltarci, accogliere e ascoltare la società e coloro che si trovano ai margini della società. Un diaconato sempre più missionario”. Nella sua relazione Petrolino, citando mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena, ha ricordato che “se c’è un tratto che deve distinguere i diaconi è proprio quello di essere testimoni credibili di gratuità. La loro diaconia non corrisponde al desiderio di carriera o di successo, perché altrimenti avrebbe seguito altre vie. I diaconi sono un segno mirabile di questa gratuità della Chiesa che devono portare in mezzo alla gente. Credo che sia la ragione più bella dell’identità del diaconato di tipo evangelico. Cioè il diaconato porta nel cuore delle comunità quello che è il cuore del Vangelo, quello che ne è la sintesi, cioè la gratuità”. “Non si fa sinodalità per confermare il passato o per alimentare le lamentele. Prima che sul piano della prassi e delle strutture, è necessario – ha ribadito Petrolino – avviare processi di novità sul piano della mentalità, una mentalità di comunione, di conversione allo stile sinodale che significa: compresenza, complementarietà e corresponsabilità”.
Nel corso dei lavori i partecipanti sono stati coinvolti in laboratori: Il Cantiere della Strada e del Villaggio, Il Cantiere dell’ospitalità e della Casa, Il Cantiere della Diaconia e della Formazione Spirituale. I lavori sono stati chiusi da mons. Castellucci e da don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

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