Via Crucis: tredicesima stazione, “non è facile assistere alla morte violenta di un familiare”

“Non è facile assistere alla morte violenta di un familiare, di un amico, di un vicino di casa, come non è facile vedere la propria casa e i propri averi ridotti in cenere e il futuro farsi oscuro. Ma questa è la vita del mio popolo, è la mia vita”. A testimoniarlo, nella tredicesima stazione, è una religiosa dell’Africa orientale, che racconta come ha visto morire una sua consorella per mano dei terroristi, proprio il giorno in cui nel Paese era stato firmato un Accordo con il quale finalmente veniva riconosciuto al popolo il diritto alla piena indipendenza. Nonostante ciò, secondo la suora, “non bisogna mai smettere di trovare il coraggio di sognare un futuro di speranza, pace e riconciliazione. Perché l’amore di Cristo Risorto è stato riversato nei nostri cuori, perché lui è la nostra pace, lui la nostra vera vittoria. E niente ci separerà mai dal suo amore”.

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