Diocesi: card. Betori (Firenze) ai nuovi diaconi, “aiutate e sostenete i fratelli e le sorelle nell’andare incontro a Cristo”

“Le diverse mansioni che sarete chiamati a svolgere nella Chiesa, nel servizio della Parola, nelle celebrazioni liturgiche, nell’agire della carità, tutte dovranno essere sempre animate da questa intenzione: aiutare e sostenere i fratelli e le sorelle nell’andare incontro a Cristo”. Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, durante la celebrazione che ha presieduto in cattedrale per l’ordinazione di quattro nuovi diaconi: Leonardo Cappellini, Mirko Calamini, Andrea Martignon e Placido Maria Imparato.
Nell’omelia, il porporato si è soffermato sul “mistero del servizio” nel quale “dobbiamo tutti immergerci”. “La carità che viene da Dio – ha osservato – deve trasformare la nostra vita a sua immagine, per cui siamo esortati a vivere i doni ricevuti, a cominciare dal ministero che la Chiesa ci affida, senza appropriarsene, mettendoli a servizio di Dio e dei fratelli”. Commentando poi la pagina evangelica, il card. Betori ha sottolineato che “la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte ci rivela che l’essenza della nostra esistenza sta nell’amore e che quindi la vera Sapienza è l’Amore, l’Amore dell’unico Sposo”. “Vera saggezza allora – ha ammonito – è predisporre tutta la nostra vita in funzione delle nozze che ci attendono, fare in modo di non essere trovati impreparati all’appuntamento, all’incontro con il Signore, perché mancheremmo lo scopo di tutta la nostra esistenza. Ed è l’incontro con il Signore che voi dovrete proporre alle persone che incontrerete nel vostro ministero”, ha aggiunto rivolgendosi a nuovi diaconi. “Cari Mirko, Leonardo, Andrea e Placido Maria, in questo giorno in cui venite immersi più profondamente nel mistero di Cristo servo, e questo non per voi stessi ma per servire gli uomini e le donne che il Signore vi farà incontrare, ricordatevi che – ha concluso il cardinale – il vostro ministero dovrà ogni giorno essere alimentato dal dono totale di voi stessi al Signore. Vi accompagna in questo cammino la preghiera della Chiesa fiorentina”.

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