Gmg Lisbona 2023: don Falabretti (Cei), una lettera ai più giovani per raccontare cosa è

Una lettera aperta ai ragazzi più piccoli che non sanno che cos’è la Gmg. A scriverla è don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, in vista della Gmg di Lisbona del 2023 (1-6 agosto), a sei anni dall’ultima Giornata celebrata su suolo europeo (Cracovia 2016). In mezzo quella di Panama del 2019 e la pandemia da Covid-19. Nel testo don Falabretti racconta ai più giovani il senso di un viaggio di nome Gmg perché “probabilmente molti di voi ne hanno sentito parlare da fratelli e sorelle più grandi o forse dagli amici educatori; può darsi persino che qualcuno non sappia proprio che cosa sia”. Un racconto che si nutre di “immagini ed esperienze così belle, di viaggi lunghi e impossibili, di alloggi di fortuna dove si dorme a terra, di cibo non proprio di qualità anche se nessuno è mai morto di fame, del desiderio di un caffè ‘vero’. Sentirete anche di amicizie nate in poco tempo che si sono sciolte al sole dopo pochi giorni e di altre che resistono da anni”. Storie di chi si è sentito raggiunto “dalla consolazione di una Presenza che ci parlava attraverso una Parola antica che i cristiani si tramandano da secoli; attraverso la parola di un uomo vestito di bianco che ci confermava il valore della fede; attraverso due grandi braccia di legno che ci ricordavano quanto grande fosse il dolore del mondo che Gesù ha portato sulla sua croce. Nel silenzio era di grande consolazione sentire che il cuore degli altri batteva vicino al tuo. Nel silenzio qualcuno, assicura, ha sentito il sussurro di Dio”. “Non potremo mai spiegarvi la Gmg senza dirvi cosa ha voluto dire per noi – scrive nella lettera il responsabile –. E sappiamo soltanto una cosa: che soltanto se avrete il coraggio di mettervi in viaggio, per quanto lungo e faticoso possa essere, riuscirete a capire cosa sia questa esperienza”. “Forse adesso che vi abbiamo detto qualcosa della Gmg senza spiegarvi nulla, potrebbe venirvi un po’ di voglia di partire. Pensateci: ‘Siamo a Lisbona: da qui non partono strade’, ha scritto Saramago; e infatti qui non ci sono strade perché oltre c’è solo l’oceano e l’infinito. A Lisbona si respira un’aria di mistero e attrazione, si vede ancora il fascino di chi l’ha abitata poco perché doveva partire e andare lontano, in cerca di terre e di tesori, ma anche con il desiderio di portare dall’altra parte il Vangelo di Gesù. Ecco, la Gmg è insieme queste due cose: la possibilità di fare scoperte e la possibilità di dire qualcosa di sé agli altri. Sicuri che non volete venire?”.

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