Funerali mons. Caporello: card. Bassetti, “un vero uomo di Dio, un pastore zelante, un servitore della Chiesa, un sincero amico personale”

Mons. Egidio Caporello, vescovo emerito di Mantova e segretario generale della Cei dal 1982 al 1986, è stato “un vero uomo di Dio, un pastore zelante, un servitore della Chiesa, nei molti incarichi che gli sono stati affidati. E, posso dire, anche un sincero amico personale. Durante i miei anni di rettore al Seminario di Firenze, l’ho più volte invitato per approfondire con lui, negli anni ‘80, le problematiche della Chiesa italiana. Oggi lo affidiamo alla misericordia del Signore perché lo accolga tra le sue braccia e doni pace e consolazione a quanti lo hanno amato e stimato”. Lo ha detto stamattina il card. Gualtiero Bassetti, già presidente della Cei, durante i funerali di mons. Egidio Caporello, celebrati a Mantova, nella basilica concattedrale di Sant’Andrea.
“Mons. Caporello ha vissuto il suo sacerdozio e il suo ministero episcopale”, “in un tempo caratterizzato dallo spirito esaltante del Concilio Vaticano II”, trovando “motivazione continua ,nell’impulso conciliare, traducendosi in azione concreta”. “L’amore per Cristo, l’attenzione alle vecchie e nuove povertà, la capacità di leggere i segni dei tempi: nella sua vita – ha sottolineato il porporato – c’è una corrispondenza perfetta o, meglio, una traduzione attenta della nostra fede in pensieri, parole e gesti concreti di solidarietà”.
Il card. Bassetti ha, quindi, ricordato “il suo servizio lungimirante e competente presso la Conferenza episcopale italiana”: “Uomo capace di profondo ascolto e di dialogo – come hanno ricordato il presidente e il segretario generale della Cei nella nota di cordoglio – ha portato il suo prezioso contributo nel campo della catechesi, traducendo in prassi il Documento di base ‘Il Rinnovamento della Catechesi’ e dando vita, successivamente, al progetto dei Catechismi della Chiesa italiana”. Accanto al “grande impegno per la catechesi”, il porporato ha rammentato “il suo apporto alla stesura del documento ‘La Chiesa italiana e le prospettive del Paese’, nel 1981. Quel testo conserva ancora una straordinaria attualità e resta una bussola per l’oggi: ‘Conosciamo la complessità dei problemi che al riguardo occorre affrontare. Ma, innanzi tutto, bisogna decidere di ripartire dagli ultimi, che sono il segno drammatico della crisi attuale’. Riecheggiano qui gli inviti, più volte ripetuti, di Papa Francesco a cambiare prospettiva, a rimettere al centro ciò che è diventato periferico, a tornare alla radicalità del Vangelo. Il vescovo Egidio questo lo aveva ben presente, tanto da vedere nel termine ‘insieme’ la chiave per affrontare le sfide e per dare ali al futuro”. Il card. Bassetti ha ricordato ancora le Parole di mons. Caporello: “L’annuncio del Vangelo intero sarà possibile – disse – se andremo al cuore delle culture, cioè fra la gente, dove il dramma rischia di consumarsi e dove tuttavia la parola di Cristo mette più facilmente radici”.

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