Ucraina: Save the Children, al via il progetto “I am Mariupol”

L’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina ha causato in Europa la più grande crisi umanitaria di rifugiati e profughi in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Dal 24 febbraio scorso sono, secondo gli ultimi dati, oltre 6 milioni le persone fuggite dall’Ucraina nei Paesi confinanti, di questi quasi la metà sono bambini, con cicatrici che resteranno per sempre nelle loro vite. Lo staff di Save the Children – che opera in Ucraina dal 2014 – sta già assistendo alle conseguenze psicologiche ed emotive dell’impatto della guerra sui bambini e facendo una valutazione dei bisogni che identificano il supporto psicologico come una delle maggiori priorità nella risposta.
Alcune città in particolare hanno subito il devastante impatto della guerra, come Mariupol. Per offrire supporto psico-sociale integrato per la salute mentale dei bambini e delle famiglie sfuggite agli orrori di Mariupol, Save the Children ha avviato il progetto “I am Mariupol”.
Cuore dell’intervento, annunciato oggi, nell’ambito dell’evento “Impossibile 2022”, sono sei centri comunitari che verranno aperti in diverse città dell’Ucraina – già attivi quelli di Zaporizhzhia e Dnipro e di prossima apertura quelli di Vinnytsia, Kiev, Lviv e Odesa – per fornire assistenza umanitaria, informativa, medica e psicologica, ma soprattutto per consentire agli abitanti di sentirsi parte di una comunità nonostante la loro città sia martoriata dalla guerra.
“Una città non è fatta solo di edifici, ma anche e soprattutto di persone. Finché le persone vivono anche la loro città vive con loro. Gli sfollati di Mariupol condividono esperienze uniche e drammatiche e hanno chiesto aiuto per riuscire a rimanere uniti e sostenersi a vicenda. Questo progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Mariupol, è estremamente innovativo perché non si limita a soddisfare i bisogni primari, ma si adopera per creare una vera e propria rete per mantenere coesa la comunità. Attraverso i centri di Save the Children, gli abitanti di Mariupol potranno ricevere il supporto necessario per affrontare i traumi vissuti, sia a livello individuale che comunitario, e saranno aiutati anche nel loro il loro ritorno a Mariupol quando le condizioni lo permetteranno”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children.
Oltre che della distribuzione di kit alimentari e igienici, sarà fornito aiuto e mezzi tecnologici per la creazione di una rete comunitaria, saranno attivati gruppi di sostegno tra pari volti a incoraggiare la resilienza di adolescenti e giovani. Inoltre, nei centri saranno ideati programmi specifici per le ragazze e gruppi di supporto alla genitorialità. Particolare attenzione sarà rivolta al sostegno mentale e psicologico e verranno attrezzati degli spazi a misura di bambini.

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