Australia: approvata nel New South Wales legge sull’eutanasia. Mons. Fisher (Sydney), “un giorno buio”. “Il Parlamento ha miseramente fallito”

“Un giorno veramente buio per il New South Wales”. Così l’arcivescovo di Sydney, mons. Anthony Fisher, ha commentato l’approvazione del “Voluntary Assisted Dying Bill 2021”, la legg sull’eutanasia, da parte del parlamento del New South Wales. Il regime di morte volontaria assistita (Vad) si estenderà in tutto lo Stato entro 18 mesi dall’approvazione della legge, dando così la possibilità di accedere ai suicidi volontari e assistiti da medici nelle strutture sanitarie e di assistenza per gli anziani. “Se una civiltà deve essere giudicata da come tratta i suoi membri più deboli, il Parlamento del New South Wales ha fallito miseramente e ha tracciato un sentiero oscuro e pericoloso per le generazioni future, determinando una nuova e inquietante definizione di cosa significhi” l’espressione “essere umani”, ha affermato l’arcivescovo Fisher, secondo quanto riporta una nota l’arcidiocesi. Il disegno di legge è stato in gran parte approvato senza modifiche nonostante un tentativo dell’ultimo minuto da parte dell’Mlc laburista Greg Donnelly e di altri parlamentari pro-vita di frenare gli eccessi contenuti nella legge, definiti dai sostenitori dell’eutanasia in Parlamento e dai media come “emendamenti ostili” e ” ostruzione”. L’arcivescovo contesta anche la modalità del dibattito parlamentare: “La natura inquietante di questa legislazione è aggravata dal modo in cui è stato condotto il dibattito sugli emendamenti”, ha detto infatti l’arcivescovo Fisher dopo il voto. “Tutti gli emendamenti, proposti da coloro che avrebbero cercato di rendere questo regime mortale un po’ più sicuro, sono stati respinti. Il fatto che non siano stati accettati emendamenti significativi parla di un approccio del tipo: ‘il vincitore prende tutto’, da parte dei fautori di questo disegno di legge e rivela una bruttezza che ha invaso la nostra politica. Questo non fa ben sperare per la protezione dei nostri cittadini più vulnerabili”.

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