Ambiente: Coldiretti, “le api salvano il 75% dell’agricoltura italiana”

(Foto: Coldiretti)

“Tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri e i meloni”. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione della Giornata mondiale delle api, proclamata dall’Onu, al mercato di Campagna Amica di via Tiburtina 695, a Roma, dove sono scesi in piazza gli apicoltori italiani dalle diverse regioni impegnati in prima linea per difendere questo insetto che svolge un ruolo insostituibile per l’ambiente e per la vita dell’uomo.
“In media una singola ape visita circa 7.000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele. Un lavoro che genera un valore economico stimato in circa 153 miliardi di euro l’anno su scala mondiale, 22 miliardi su scala europea e 3 miliardi su scala nazionale”, secondo stime Coldiretti.
“La situazione delle api nostrane – continua la Coldiretti — rappresenta un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche un campanello d’allarme delle eventuali criticità e difficoltà, che possono essere anticipate osservando attentamente la vita di questo insetto.
Proprio per assicurare un controllo in tempo reale dell’attività nelle arnie ma anche un puntuale biomonitoraggio ambientale arrivano i primi cyber alveari”, presentati dalla Coldiretti alla Giornata delle api a Roma in collaborazione con gli esperti del Crea Agricoltura e Ambiente.
“Si tratta di un’arnia elettronica – continua Coldiretti – collegata ad internet e dotata di telecamere e sensori capaci di rilevare l’attività di volo e la temperatura e l’umidità interna all’alveare, registrare il ronzio della colonia, misurare i parametri ambientali di micrometeorologia. I dati acquisiti vengono trasmessi ad una piattaforma dove l’apicoltore collegato ad internet, magari da uno smartphone, può visualizzarli graficamente, monitorando così a distanza e quasi in tempo reale la sua colonia”.
“I cyber alveari sono peraltro alimentati ad energia pulita – precisa l’organizzazione agricola – grazie a piccoli pannelli fotovoltaici, mentre la presenza di un dispositivo di geolocalizzazione permette di segnalare spostamenti della centralina a seguito, ad esempio, di un ribaltamento oppure in caso di furto dell’arnia”.

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