Terremoto L’Aquila: Draghi, “il vuoto del dolore va riempito dall’affetto e dalla memoria”

(Foto: Presidenza del Consiglio dei ministri)

“La città dell’Aquila ha scelto di affidare la memoria del terremoto non a un tradizionale monumento, ma a un parco. Uno spazio aperto che è simbolo del vuoto lasciato da chi è morto in quella terribile notte. Ma questo spazio è anche simbolo di pienezza. Sarà riempito da tutte le famiglie e i bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane. È il vuoto del dolore che viene riempito dall’affetto e dalla memoria. È simbolo della vita che deve rinascere traendo forza dalla memoria di una tragedia. Oggi ci sono finalmente le condizioni per farlo”. Lo ha affermato questa mattina il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, nel suo intervento a L’Aquila per l’inaugurazione del Parco della Memoria, in ricordo delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009.
Parlando dei fondi del Pnrr, il premier ha spiegato che “destiniamo oltre un miliardo di euro per restituire vitalità alle comunità locali e in particolare per rendere le città e i borghi sicuri, sostenibili e connessi. Altri 700 milioni di euro vanno allo sviluppo e al rilancio economico e sociale. Sosteniamo le imprese innovative, valorizziamo le risorse ambientali e le vocazioni produttive locali, come l’agroalimentare e le imprese culturali, turistiche e creative. Realizziamo centri di ricerca e istruzione, come il centro di formazione tecnica per la pubblica amministrazione che sarà realizzato nel comune dell’Aquila. Questi investimenti vogliono essere un impegno concreto per la ripartenza”. “Le risorse servono, ma da sole non bastano”, ha ammonito Draghi: “C’è bisogno di capacità progettuale e amministrativa, come dimostrano – a partire dall’Aquila – i casi di maggior successo nella ricostruzione post-sisma”. Il premier si è anche soffermato “sulla semplificazione delle procedure” e sul “coordinamento tra amministrazioni centrali e territoriali”, convinto che “certe cose si realizzano solo se c’è collaborazione, quasi osmosi, tra il ruolo del Governo e quello degli Enti locali e delle Regioni. E voi ci siete riusciti”.

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