Terzo Settore: Terzjus e Italia non profit, “87% enti vuole iscriversi al Registro unico nazionale”

Cosa pensano gli enti della Riforma del Terzo settore e come hanno vissuto questo cambiamento? “Considerando l’iter legislativo la maggioranza dei rispondenti è concorde nel giudicarlo come eccessivamente lungo (86%). Questo ritardo è dovuto per il 33,1% ai troppi decreti attuativi, per il 24,5% alla struttura stessa della riforma, per il 19,6% ad una lentezza del Parlamento. Positiva l’opinione sul Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts) che viene considerato uno strumento di apertura verso l’esterno da più della metà degli intervistati (56,7%)”. A oltre tre anni dall’avvio della Riforma del Terzo Settore, Terzjus e Italia non profit hanno domandato agli enti quali difficoltà hanno incontrato con la Riforma, le innovazioni riscontrate, in che modo si sono informati, cosa hanno già applicato dei cambiamenti previsti e quali suggerimenti hanno per i policy maker. Il risultato è un dossier dove i veri protagonisti della Riforma hanno condiviso la loro esperienza concreta rispetto a questo grande cambiamento che incide su molti ambiti di vita del Paese. Nonostante il Registro sarà in grado di rendere accessibili a tutti i dati essenziali degli enti, “1 organizzazione su 3 segnala di non essere a conoscenza di questa opportunità”. Tra le maggiori novità introdotte dalla Riforma vi è la possibilità di svolgere, da parte degli enti, attività commerciali diverse da quelle di interesse generale. “La novità viene percepita da quasi il 60% dei rispondenti, mentre il 22,2% non ne è a conoscenza e il 18% risponde ‘non saprei'”, segnala il dossier. Singolarmente, per quanto riguarda il 5×1000 “soltanto 1 ente su 4 è a conoscenza delle novità principali che riguardano una delle fonti di entrata di rilievo per una parte degli enti non profit; e soltanto il 57% è consapevole delle nuove agevolazioni fiscali previste per le donazioni. Di questi solo il 36,6% le ha comunicate ai donatori”. Di particolare rilevanza il dato per cui “l’87% degli enti dichiara di voler iscriversi al Runts”. Considerando il tema dell’adeguamento dello Statuto, “1 ente su 2 ha colto questa occasione per riscrivere le regole fondamentali della propria organizzazione, in modo da essere pronto ad affrontare meglio le sfide future”. Ancora: “Le organizzazioni di medie dimensioni (entrate tra i 30.001 euro e 500.000 euro) e grandi dimensioni (entrate uguali o superiori a 500.001 euro) appaiono più consapevoli rispetto alle opportunità previste dalla Riforma. In particolare, quelle di medie dimensioni sono anche quelle che sembrano aver colto maggiormente l’occasione dell’adeguamento dello Statuto per rivedere nel complesso le regole che guidano la loro organizzazione. Sono anche quelle più pronte a redigere il bilancio secondo i nuovi schemi”.

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