Discriminazioni: Ucoii, al via un crowdfunding per i finanziamenti del network italiano anti-islamofobia

È partita ieri e durerà fino al 31 luglio su Chi Odia Paga, azienda specializzata in lotta all’odio online, la raccolta fondi organizzata con l’Unione comunità islamiche d’Italia (Ucoii), per dar vita a “Nia”, il Network italiano anti-islamofobia, che mira alla creazione di un osservatorio unico sulle violenze, i pregiudizi e le discriminazioni delle quali il 65% dei musulmani italiani dichiara di essere vittima. In particolare sarebbero le donne le vittime più colpite da aggressioni verbali in pubblico, hate speech sui social media e difficoltà di accesso al mercato del lavoro, se indossano simboli religiosi. Un progetto votato da oltre 2mila preferenze attraverso la rete, al quale parteciperà anche Rainmakers, network di imprenditori che sostengono la crescita di imprese innovative a vocazione sociale, che, al raggiungimento di 5mila euro di raccolta da parte degli utenti del web, integrerà la cifra raccolta con altri 5mila euro. Lo scopo del Nia è quello di realizzare una task force per monitorare e raccogliere segnalazioni di islamofobia tramite un portale e presidi locali. Avvierà poi campagne di comunicazione e svilupperà eventi locali di formazione. “Nia vuole dare voce a tutte le vittime di islamofobia, contro l’odio e l’emarginazione – dice la vicepresidente dell’Ucoii, Nadia Bouzekri -. Negli ultimi anni l’odio e i crimini su base etnico-religiosa sono cresciuti, in particolare per le donne vittime di discriminazioni multiple. Con questo progetto vogliamo coinvolgere direttamente le comunità islamiche e tutta la società civile in una call to action. Solo insieme potremo contrastare l’islamofobia, con azioni di sensibilizzazione sulle discriminazioni in generale e sui metodi di segnalazione”.

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