Diocesi: mons. Sacchi (Casale Monferrato) al neo vescovo Devasini, “ti viene affidata una Chiesa di persone, un tesoro inestimabile agli occhi di Dio”

“I vescovi con il Papa sono chiamati a pascere gli agnelli, quelli conosciuti e quelli che sono ‘fuori’ a cui va tutta la nostra ansia pastorale, soprattutto in questa fase così difficile della storia che non possiamo lasciar passare invano. Ti viene affidata una Chiesa di persone, un tesoro inestimabile agli occhi di Dio”. Così mons. Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato, si è rivolto a mons. Giampio Devasini, finora suo vicario generale, durante l’ordinazione episcopale celebrata questa mattina nella cattedrale di Sant’Evasio.
“In questa diocesi – ha ricordato mons. Sacchi – hai vissuto il tuo ministero ricoprendo diversi incarichi sempre più impegnativi e oggi, chiamato da Cristo, attraverso la designazione di Papa Francesco, offri nuovamente la tua vita uniformandola alla missione del Salvatore con l’ordinazione episcopale, che ti aggrega al Collegio dei Successori degli Apostoli”. Ricordando quanto disse Papa Francesco nel settembre 2006 durante l’incontro annuale con i vescovi di fresca nomina – “Guardatevi dal rischio di trascurare le molteplici e singolari realtà del vostro gregge; non rinunciate agli incontri; non risparmiate la predicazione della Parola viva del Signore; invitate tutti alla missione” – mons. Sacchi ha sottolineato come siano “parole pronunciate 5 anni fa, ma attualissime dopo gli esiti pesanti lasciati dalla pandemia con tanta gente disorientata, in ricerca di parole e testimoni di consolazione”. “Noi – ha proseguito – dobbiamo essere cercatori del volto di Dio sempre, ma anche cercatori del volto degli uomini a cui parlare del Dio che serviamo con amore e a cui abbiamo donato la vita. A questo, tu oggi vieni chiamato, abilitato e mandato con l’ordinazione”.
Commentando i segni e i gesti che caratterizzano la consacrazione episcopale, mons. Sacchi ha rilevato: “Nessuno di noi, caro don Giampio, potrebbe renderti vescovo, se non ci fosse l’azione del Signore che attraverso il nostro ministero ti dona la pienezza del sacerdozio”. “Lui – ha ammonito – ti consacra, lui ti chiama a partecipare al suo sacerdozio affinché la tua vita diventi sempre più trasparenza di Cristo, sommo sacerdote”. “Colmato di Spirito tu sei chiamato a portare agli uomini l’annuncio di una libertà e di una speranza che risanano la nostra umanità ferita”, ha aggiunto, sottolineando che “il vescovo è per eccellenza l’annunciatore del Vangelo, della Parola e dalla sua cattedra insegna e soprattutto parla, per rivelare Cristo sempre presente nella nostra storia e nella vita degli uomini”. E poi l’augurio conclusivo: “La tua vita e il tuo ministero che vivrai nella diocesi di Chiavari sia luminoso per portare a tutti la presenza del Risorto”.

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