Migranti: Acli Marche, “bloccati in indegni campi profughi sulla rotta balcanica”. Appello alla solidarietà

“Ai margini dei confini orientali d’Europa, si è creato ormai un piccolo universo semi carcerario di campi e centri di accoglienza che si affacciano su reticolati e fili spinati costruiti nell’illusorio tentativo di fermare popoli dolenti in fuga”.  Lo ricordano oggi le Acli delle Marche, sollecitando l’attenzione sulla disperata situazione di migliaia di migranti lungo la rotta balcanica, nel tentativo di entrare nell’Unione europea “per trovare lavoro, aiuto, libertà e la speranza di una vita migliore”. “Bloccati da anni in indegni campi profughi – sottolineano -, vivono una vita ai margini picchiati dalle polizie di frontiere se tentano i confini, alcuni muoiono affogando nei fiumi, altri soffocati negli antri dei camion o feriti da mine rimaste sui campi di una guerra lontana”. Gli operatori della organizzazione non governativa Ipsia-Acli che operano in quelle zone cercano di ridare a queste persone “un ristoro, uno spazio di dignità, di socialità e umanità. Difficile ai tempi del Covid, trovare tempo mezzi e risorse per esprimere e concretizzare una solidarietà internazionale. Ma era nostro dovere e continueremo a farlo”.  Ipsia chiede di non inviare direttamente aiuti materiali ma di sostenere con donazioni i progetti umanitari, anche per favorire l’economia locale e poter aiutare a rispondere ai bisogni delle persone man mano che si evidenziano.

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