Natale: Squillaci (Fict), “Dio entra nella storia di ciascuno portando con sé la promessa di una nuova aurora”

La storia di Nicola, un bambino di 6 anni, cresciuto tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli, innamorato del presepe “sgarrupato, messo insieme alla ‘bell’e meglio'”, trovato sotto al portone, all’alba al rientro dalla novena di Natale, tanto da diventare il miglior artigiano, è al centro degli auguri di Natale di Luciano Squillaci, presidente della Fict. Nel tempo anche Nicola, “quasi senza accorgersene”, diventò come gli altri, un “mercante di presepi”. “Un giorno, poco prima di Natale, mentre a sera stava quasi per chiudere la bottega e aveva già mandato a casa tutti i suoi apprendisti, entrò in negozio un anziano signore distinto e ben vestito che cominciò a curiosare tra i pastori ed i paesaggi in sughero – racconta Squillaci -. Nicola gli si avvicinò per chiedere di cosa avesse bisogno, ma l’uomo senza rispondere continuò ad osservare le opere dell’artigiano. Dopo qualche minuto Nicola cominciò a spazientirsi e così disse al vecchio che se era interessato ad acquistare qualcosa doveva farlo in fretta perché era ora di chiusura. L’uomo si voltò come se si fosse accorto solo in quel momento della presenza di Nicola: ‘Mi avevano detto che sei il migliore artigiano di San Gregorio Armeno, ed ora vede che probabilmente è vero, ma in questi presepi manca qualcosa…’”. A quel punto, prosegue il presidente della Fict, “Nicola era davvero spazientito: ‘Questa è davvero divertente – rispose – e mi potete dire Voi, di grazia, quale sarebbe questa cosa che manca?’. ‘La magia, caro giovanotto, manca la magia del Natale… Tu costruisci presepi, bellissimi davvero, ma che raccontano solo il passato. Il Natale non è memoria di passato, ma è promessa di futuro! Non è qualcosa ormai accaduta, ma la speranza che deve ancora venire. Il Natale non è tramonto di un giorno finito, ma Sole che sorge dall’alto’. E Nicola finalmente capì che a rapire quel bimbo assonnato non era stato il presepe sgarrupato, con i suoi pastori malfermi, ma le luci ed il calore di un’alba nascente”.
Squillaci conclude, augurando il buon Natale agli operatori, ai ragazzi e alle famiglie dei Centri: “Il Signore conceda a tutti noi la serena consapevolezza che per quanto a volte fatichiamo a ricordare la speranza, il nostro Dio entra prepotentemente nella storia di ciascuno di noi, portando con sé la promessa di una nuova aurora”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa