Natale: mons. Lovignana (Aosta), “non è festa della bontà, ma celebrazione di Dio che si fa uomo per camminare come uomo”

“La gloria di Dio è la sua manifestazione! Carissimi, la gloria di Dio è Gesù: nella sua vita e nella sua parola manifesta il vero volto di Dio. Prendiamo in mano il Vangelo in queste feste e lasciamoci raggiungere dalla luce e dal calore di Dio che Gesù ci trasmette”. Lo ha scritto il vescovo di Aosta, mons. Franco Lovignana, nel messaggio natalizio alla diocesi.
Nell’occasione, il vescovo invita i fedeli “a sostare davanti al presepe, in casa o in chiesa, per leggere questo messaggio. La scena ispira tenerezza e ci appare idilliaca. Eppure essa vuole rappresentare un evento inaudito e drammatico: nasce Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, nasce nella povertà e nell’indifferenza”. “La contemplazione del presepe – ammonisce – deve sempre includere la dimensione tragica che possiamo esprime con le parole di san Giovanni: ‘Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto’ (Gv 1, 9-11)”. “È importante non perdere questo tassello – osserva mons. Lovignana – per salvare l’originalità del Natale che non è festa della bontà, ma celebrazione di Dio che si fa uomo per camminare come uomo e farsi guida vivente sulla strada impervia dell’esistenza terrena. Inaudito, ma vero”. Il vescovo sottolinea poi che “il frutto della gloria di Dio è la pace per gli uomini da Lui amati: la pace dentro al cuore e la pace tra di noi, l’una e l’altra sono i primi e fondamentali mattoni della pace tra i popoli. Quando non si è in pace dentro se stessi, quando non si è in pace con le persone con cui si vive a stretto contatto si può gridare e manifestare per la pace ma ci si pone sempre contro qualcuno, si esterna il proprio disagio, la propria rabbia, ma non si costruisce cultura di pace”. “Proviamo a farci artigiani di pace in famiglia, a scuola, al lavoro, con gli amici”, l’esortazione di mons. Lovignana. “Artigiani di pace – spiega – perché la pace non si produce in serie, è sempre un pezzo unico. La pace è un’arte, si fa a mano, pezzo per pezzo, quante sono le nostre relazioni. Ma è una cosa bellissima perché come insegna Gesù, gli operatori di pace… saranno chiamati figli di Dio”.

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