Diocesi: Milano, domani mons. Delpini incontra i giovani durante la Redditio Symboli e la veglia missionaria

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, presiederà sabato 23 ottobre alle 17.30 nella basilica di Sant’Ambrogio la Redditio Symboli e alle 20.45 in duomo la veglia missionaria diocesana dal titolo “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo udito”, in occasione della Giornata missionaria mondiale che si celebra domenica 24. Si tratta di due momenti tradizionali nella vita della diocesi, come spiega l’ufficio stampa, che per la prima volta vengono proposti nella stessa giornata. Durante la prima celebrazione l’arcivescovo riceverà dai giovani, perlopiù 18-19enni, la “Regola di vita”, la lettera che ognuno di loro ha composto indicando gli impegni che ritiene di assumersi per crescere e progredire nella fede. Sono almeno 300, al momento, i ragazzi che si sono iscritti all’evento. Nel corso della veglia, come sempre aperta a tutti ma a cui sono invitati in modo particolare i giovani, mons. Delpini consegnerà a 8 missionari in partenza (5 uomini e 3 donne) il Crocefisso simbolo del mandato. Tra loro don Tommaso Nava, fidei donum ambrosiano in partenza per Pucallpa (Perù) dopo aver vissuto l’esperienza di giovane prete a Valmadrera. “Ai due eventi si aggiungono altri momenti di animazione missionaria, preghiera, riflessione e dialogo interreligioso”. Alle 19 del sabato, presso il Pime di Milano (via Mosè Bianchi, 94), è in programma il concerto missionario del Coro Elikya. Sempre il Pime sarà la sede di un weekend missionario residenziale pensato per i giovani: “IncontraMI: #dilloforte. Missione in rete”. Tra le varie proposte, la domenica un gioco a squadre itinerante per le vie della città.
Così don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i giovani e l’università, spiega la scelta di proporre in maniera così esplicita ai giovani, in particolare ai 19enni, l’esempio dei missionari: “Questo non significa che tutti debbano partire per i Paesi più remoti del mondo per annunciare la nostra fede, ma che tutti devono sentirsi inviati tra i loro coetanei ad annunciare la bella notizia di Dio che vive in mezzo a noi, come spiega Papa Francesco quando esorta i cristiani, ed in particolare i più giovani, a non tacere ciò che hanno visto e ascoltato e che rende piena l’esistenza di ciascuno”.

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