Patto Ue su migrazioni e asilo: Forti (Caritas italiana), “primo passo su cui lavorare. Se sarà modificato Dublino un grande risultato”

Il Patto europeo su migrazioni e asilo presentato oggi dalla commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson “è un primo passo interessante su cui lavorare, da qui ai prossimi decenni, per un cambiamento reale. Se si aggiungesse la modifica del Regolamento di Dublino sarebbe un grande risultato”. È il commento al Sir di Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana. “Lo spirito di fondo è quello che tutti avremmo voluto – spiega –. È positiva l’idea di una apertura indirizzata verso l’abolizione del Regolamento di Dublino e quindi la possibilità di non scaricare sul Paese d’ingresso tutte le responsabilità e gli oneri dell’accoglienza. È positivo che si faccia riferimento al ruolo strategico che possono svolgere alcuni attori per quanto riguarda i salvataggi in mare”. Allo stesso tempo Caritas italiana chiede “che venga ripristinato un dispositivo europeo di salvataggio insieme alle Ong”. Secondo Forti, nel Patto “ci sono degli aspetti di grande interesse e di grande apertura”, anche se il fatto che il ricollocamento in Europa non sia obbligatorio ma sempre su base volontaria, nonostante le procedure molto rigide, “ci fa temere una stagione di grandi conflitti all’interno dell’Unione, perché conosciamo la posizione di alcuni Paesi”. Forti si rende conto che la proposta “è frutto di una mediazione profonda e come tutte le mediazioni purtroppo non raggiungerà né velocemente, né efficacemente, l’obiettivo primo della solidarietà tra gli Stati membri”. “Sappiamo come funzionano i meccanismi di politica europea e nazionale – osserva – e sappiamo che i tempi per raggiungere obiettivi di più ampio respiro hanno bisogno di decenni”.

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