Scuola: vescovi Marche, “la generazione Covid sarà speciale”

“La scuola, prima che un travaso di nozioni, deve essere scuola di vita che impara dalla vita. Questo tempo di vita difficile che abbiamo davanti ci può insegnare tante cose a partire dal valore dell’impegno e del darsi importanti regole di comportamento e di azione, segno tangibile di rispetto per sé e per gli altri”. È quanto affermano i vescovi delle diocesi delle Marche in un messaggio al mondo della scuola della Regione.
A pochi giorni dal ritorno in aula, i presuli sottolineano che “è una riapertura desiderata ma anche un po’ temuta, perché la ripresa del nuovo anno scolastico sarà segnata in maniera significativa dalla pandemia che sta colpendo tutto il mondo”. “Il modo di giungere a scuola, di trascorrervi la giornata, di vivere cose banali come i minuti di intervallo, dovrà cambiare rispettando le norme che, da mesi, stanno cercando di tutelare la salute di tutti”, rilevano i vescovi, avanzando una richiesta: “Quando voi tutti, insegnanti, personale e studenti, vivrete queste fatiche giornaliere pensate perché e per chi lo fate”. “Lo fate per tutelare la vita vostra e quella degli altri, in particolare dei più fragili, i malati e gli anziani che sono più esposti al rischio del contagio. Anche ai più piccoli tra voi – proseguono – viene chiesto questo atto di responsabilità e di amore generoso verso gli altri, senza promettervi regali in cambio, ma solo avendo fiducia in voi e nella vostra capacità di essere ogni giorno più maturi e responsabili”. “Crediamo che fra qualche anno si parlerà di voi – la generazione del Covid – come di una generazione speciale: cresciuta nel valore e del rispetto degli altri con una convinzione ed una forza encomiabili”, la convinzione dei vescovi, certi che “dall’esperienza che vivrete, potrete imparare la comprensione del valore di quello che oggi ci manca e che in passato davamo per scontato: la bellezza di un abbraccio affettuoso, la spontaneità del correre assieme ridendo e cantando, il valore di una carezza, l’impegno suggellato da una stretta di mano”. “Se questa esperienza vi farà crescere più coscienti del valore e della preziosità del vostro corpo e di quello degli altri, avrete imparato tanto, forse molto più di quello che potremmo insegnarvi in condizioni normali”, evidenziano i presuli, secondo cui anche il provare l’“esperienza di povertà” per la quale “non tutto si può avere, non tutto si può fare” sarà d’aiuto a “comprendere meglio la vita di tanti bambini, ragazzi e giovani che in altre parti del mondo vivono la povertà come esperienza quotidiana e perenne”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento a tutto il mondo dei lavoratori della scuola e un incoraggiamento ai genitori, auspicando “una collaborazione sempre più stretta tra scuola e famiglie”.

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