Papa Francesco: Giornata preghiera cura creato, “cancellare il debito dei Paesi più fragili alla luce dei gravi impatti delle crisi a seguito del Covid-19”

“Non dovremmo dimenticare la storia di sfruttamento del Sud del pianeta, che ha provocato un enorme debito ecologico, dovuto principalmente al depredamento delle risorse e all’uso eccessivo dello spazio ambientale comune per lo smaltimento dei rifiuti. È il tempo di una giustizia riparativa”. Lo scrive Papa Francesco nel suo messaggio in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che ricorre oggi, nell’anno del cinquantesimo anniversario del Giorno della Terra. “Rinnovo il mio appello a cancellare il debito dei Paesi più fragili alla luce dei gravi impatti delle crisi sanitarie, sociali ed economiche che devono affrontare a seguito del Covid-19 – afferma il Pontefice -. Occorre pure assicurare che gli incentivi per la ripresa, in corso di elaborazione e di attuazione a livello mondiale, regionale e nazionale, siano effettivamente efficaci, con politiche, legislazioni e investimenti incentrati sul bene comune e con la garanzia che gli obiettivi sociali e ambientali globali vengano conseguiti”.
Tra le priorità indicate da Papa Francesco, quelle di “riparare la terra”, ma anche la “biodiversità”. “Il ripristino di un equilibrio climatico è di estrema importanza, dal momento che ci troviamo nel mezzo di un’emergenza. Occorre fare tutto il possibile per limitare la crescita della temperatura media globale sotto la soglia di 1,5 gradi centigradi, come sancito nell’Accordo di Parigi sul clima: andare oltre si rivelerà catastrofico, soprattutto per le comunità più povere in tutto il mondo”. Un’impresa possibile, secondo il Papa, promuovendo “una solidarietà intra-generazionale e inter-generazionale”, in vista del prossimo summit sul clima di Glasgow, nel Regno Unito (Cop 26). “Invito ciascun Paese ad adottare traguardi nazionali più ambiziosi per ridurre le emissioni”. Per quanto riguarda la biodiversità, Francesco sostiene l’appello delle Nazioni Unite a salvaguardare il 30% della Terra come habitat protetto entro il 2030″. “Esorto la comunità internazionale a collaborare per garantire che il Summit sulla biodiversità (Cop 15) di Kunming, in Cina, costituisca un punto di svolta verso il ristabilimento della Terra come casa dove la vita sia abbondante, secondo la volontà del Creatore”.

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