Corpus Domini: mons. Muser (Bolzano), “è nella vita concreta che dobbiamo mostrare di aver celebrato l’Eucarestia”

“L’Eucarestia non può limitarsi al luogo della chiesa. È fuori, nella vita concreta, che dobbiamo mostrare di averla celebrata, anche al tempo del coronavirus”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, durante la messa trilingue che ha presieduto in duomo per la solennità del Corpus Domini.
Nell’omelia, il vescovo ha raccontato del suo “diario eucaristico” in cui annota le esperienze legate alle messe celebrate (finora 12.349) da quando è diventato sacerdote: “Quando lo sfoglio – ha detto – mi rendo conto che ogni giorno prende forma dall’Eucarestia. E mi rendo conto di quanto sia vero che l’Eucarestia può essere centro, fonte e culmine di ogni giornata”. Per questo, l’Eucarestia non deve ridursi a semplice rito, ha aggiunto mons. Muser citando quanto ripeteva Madre Teresa: “Ricevo la comunione due volte al giorno: una prima al mattino nella cappella e una seconda volta nelle strade di Calcutta, quando incontro e posso toccare Cristo nelle persone”.
Il vescovo ha evidenziato come “questa nuova fase della nostra vita, che arriva dopo mesi molto complicati, ci chiama a rimetterci in strada, con prudenza ma anche con coraggio e senza paura. Non restiamo solo ad aspettare tempi migliori. Cerchiamo di contribuire a rendere la nostra terra ancora di più una casa della speranza e della solidarietà concreta”.
Mons. Muser ha pertanto invitato tutti “ad andare avanti assieme a fianco di Gesù, ciascuno con i propri limiti, rispettando sempre il passo del vicino: è questo il simbolo di una comunità eucaristica in cammino, attenta ai bisogni di tutti, capace di accogliere tutti”.

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