5 per mille: Patriarca (Anla), “inopportuno l’ampliamento alle Forze dell’Ordine, intervenga lo Stato per garantire un impegno economico certo”

“Lo strumento del 5 per mille non è lo strumento opportuno per dare sollievo economico” a tutte le Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco perché “la sua natura aleatoria e ogni anno mutevole è l’esatto contrario di una fissità che in questo delicato campo è necessaria”. Lo afferma il presidente nazionale dell’Associazione nazionale lavoratori anziani d’azienda (Anla), Edoardo Patriarca, in merito alla discussione in Senato di un disegno di legge che amplia il 5 per mille a tutte le Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco. “Occorre essere molto chiari in questa delicatissima vicenda”, puntualizza Patriarca, precisando che “Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia penitenziaria e in generale tutti i corpi di sicurezza dello Stato sono essenziali per la nostra società, per il funzionamento dello Stato, per la tranquillità di noi cittadini”. “A loro – prosegue – va non solo il nostro plauso ma il nostro fermo incoraggiamento e desideriamo che vengano sempre più potenziati e messi in condizione di operare sempre al meglio”. Circa la proposta “di ampliare la possibilità di donare il 5 per mille anche a questi Corpi dello Stato”, il presidente dell’Anla sottolinea che “non riteniamo sia questa la strada opportuna per finanziare al meglio le Forze dell’Ordine, tutte in generale aggiungo io, senza omettere alcun ramo che, per il solo fatto che vigila sulla concordia civile, è meritevole di attenzione. Noi chiediamo che lo Stato, a cui competono queste Forze, intervenga con una riforma forte, strutturale, solida, continua nel tempo, costante e certa nell’impegno economico, assicurando così l’operato al meglio possibile di queste Forze”. “Si utilizzi allora la fiscalità generale per sostenere queste forze, si proponga un emendamento al Dl Rilancio, ma si tenga fuori il 5 per mille nato come strumento per sostenere il Terzo settore, a cui come Associazione apparteniamo, ribadito e regolamentato con la legge di Riforma”, la richiesta di Patriarca: le Forze dell’Ordine vanno aiutate “con misure stabili e definitive da parte dello Stato, non costringiamo i cittadini a intervenire ancora una volta al posto dello Stato”.

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