Scuola: Cism e Usmi, paritarie dialogano con il governo per il futuro dell’istruzione in Italia. Illustrati problemi e richieste

Le conferenze Cism (Conferenza italiana superiori maggiori) e Usmi (Unione superiore maggiori d’italia), il 29 maggio sono state udite, tramite la delegata sr. Anna Monia Alfieri, dalla commissione Bilancio presso la Camera dei deputati nell’ambito dell’esame del decreto-legge n. 34 del 2020. “L’incontro – si legge in un comunicato diffuso oggi dalle due conferenze – si è svolto in un clima di ampia cordialità e accoglienza verso le nostre conferenze che hanno desiderato farsi parte attiva presso il Governo per le scuole pubbliche paritarie da noi gestite, dando continuità alla mobilitazione animata dallo slogan #noisiamoinvisibiliaquestogoverno”. La commissione Bilancio ha voluto che le fossero illustrati i termini dell’allarme e le soluzioni proposte. “Abbiamo esposto le soluzioni condivise con il mondo associativo e il consiglio nazionale della scuola cattolica, cercando di tutelare una organicità di proposte che guardino non solo a soluzioni immediate e favoriscano i passaggi di diritto necessari per completare l’autonomia, la parità e la libertà della scelta educativa nel nostro Paese dentro un progetto unitario per la scuola pubblica statale e paritaria. Si è evidenziata gratitudine a tutta la classe politica che ha colto il nostro grido e ha reso possibile lo stanziamento di 150 milioni di euro, risposta flebile e inadeguata, tuttavia recepita da parte nostra come un primo segnale di dialogo, segno concreto a favore dei lavoratori e delle famiglie”. Sono assegnati “solo 152 euro pro capite per i 524.031 allievi della scuola dell’infanzia e 200 euro per gli allievi degli altri corsi”.
“È stato detto chiaramente che per scongiurare la chiusura del 30% di scuole pubbliche paritarie in Italia (300mila allievi, 40mila tra docenti e personale), oggi serve un miliardo di euro. Si è quindi illustrato lo studio di sostenibilità della proposta, le soluzioni e la copertura (studio Istituto Bruno Leoni)”. Si è presentata “la grave discriminazione che incombe sugli allievi disabili che, a fronte del costo per lo Stato pari a 20mila euro, gli allievi disabili che frequentano la scuola statale sono spesso senza docente di sostegno, mentre per gli allievi disabili che frequentano la scuola pubblica paritaria lo Stato destina solo 1.700 euro, lasciando il resto dell’onere a carico della famiglia o della scuola. Si è domandato un chiaro intervento per sanare questa grave discriminazione”. Non si è tralasciata la situazione dei docenti: è stato proposto di redigere un censimento fra le cattedre vuote e i docenti disponibili. Infine, “si è chiesto di dare compimento allo spirito e alla lettera della L. 62/2000, di dare alla famiglia la possibilità di scegliere fra una scuola pubblica statale e paritaria, instaurando una sana concorrenza fra le due forme di scuola statale, entrambe sotto lo sguardo garante dello Stato”.
La commissione parlamentare – riferisce la nota – ha domandato “la nostra disponibilità per i centri estivi; abbiamo rinnovato la più assoluta disponibilità delle scuole pubbliche paritarie a fare tutte le prove del caso, perché sarebbe impensabile aprire le scuole a settembre prossimo senza una opportuna sperimentazione”. “Abbiamo rinnovato, dentro un patto civico ed educativo, la disponibilità all’utilizzo delle sedi scolastiche paritarie di nostra pertinenza, qualora venisse richiesto e previo accordo, per permettere agli 8 milioni di studenti di tornare in classe senza troppi disagi, con il distanziamento fisico necessario. Continuiamo ad essere positivi perché registriamo un’apertura significativa, una buona accoglienza delle nostre proposte che, senza dubbio, vanno a rafforzare le proposte delle rappresentanze ribadendo che le nostre conferenze desiderano essere parte attiva in quello che si reputa il capitolo più delicato per la nazione: il futuro della scuola nel nostro Paese”. Usmi e Cism “confermano la disponibilità al dialogo e alla collaborazione con tutti, restano attivamente in campo per il bene della nostra gente perché, in un momento storico difficile, desideriamo continuare a scrivere la grammatica dell’umanesimo”.

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