Messa crismale: mons. Antonazzo (Sora), “lo Spirito abita le parole umane e le divinizza”

“La commozione è di casa in questo primo evento diocesano che possiamo celebrare insieme, dopo i lunghi e sofferti mesi di isolamento”: si rivolge così mons. Gerardo Antonazzo, vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, a sacerdoti, diaconi, consacrati, operatori pastorali che hanno partecipato ieri pomeriggio nella concattedrale di Cassino (Fr) alla Messa crismale, posticipata a causa della pandemia. È stato un periodo “in cui insieme abbiamo espresso la vicinanza della Chiesa alle comunità e alle famiglie, una Chiesa viva presente. Ci siamo sentiti Chiesa in ogni chiesa domestica”, aggiunge. La vicinanza tra la Messa crismale e la Pentecoste “esalta in modo ancor più eminente l’epifania della Chiesa e il dono dell’unità nel rendere testimonianza all’amore che ci fa uno in Cristo”, osserva il presule. Lo Spirito Santo e la Parola, che “rendono coraggiosi i discepoli di ogni tempo”, pervadono le riflessioni del vescovo: “Accogliere la Parola è ricevere l’unzione dello Spirito”, che aiuta il credente a comprenderla e metterla in pratica. “Lo Spirito abita le parole umane e le divinizza”, dando ad esse “una dimensione sacramentale” e un “valore spirituale” che, secondo mons. Antonazzo, rende i cristiani capaci di “ungere con il balsamo della Parola le sofferenze, le tante malattie”. Solo così si può donare speranza e “spalmare sulle fragilità umane le parole della fedeltà di Dio, della sua vicinanza, della verità e della bellezza dei gesti di Gesù”, conclude.

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