Oratorio estivo: don Guidi (Fom Milano), “stiamo studiando le regole. Ma ragazzi e famiglie ne hanno bisogno”

“I Comuni e la Regione si stanno dimostrando molto attenti, tutte le istituzioni stanno collaborando. Si stanno cercando alleanze e collaborazioni anche con le parrocchie. Rileviamo la volontà politica – a partire dal Governo – di assicurare ai nostri ragazzi un’estate sana, divertente, istruttiva, felice”. Don Stefano Guidi, direttore della Fom, Fondazione oratori milanesi, spiega al Sir come ci si sta orientando nella diocesi di Milano, che conta mille oratori, per la prossima estate. “Stiamo analizzando attentamente le regole indicate a livello nazionale e verificheremo se ci sono anche dei fondi a disposizione per sostenere quelle comunità che vorranno organizzare la proposta estiva. C’è un dialogo aperto con l’Anci”, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. “Al momento prevale la cautela, ma ritengo che, con la buona volontà di tutti, si possa proporre, anche quest’anno, alle giovani generazioni una bella esperienza di incontro e di crescita. I ragazzi e le loro famiglie ne hanno bisogno”. In questi mesi di lockdown gli oratori ambrosiani hanno dovuto chiudere le porte: le attività si sono fermate? “Certamente le aule e i cortili degli oratori si sono svuotati, ma le attività sono proseguite. Si è operato con fantasia e creatività per trasferire on line tante iniziative consuete rivolte ai nostri ragazzi e adolescenti, mantenendo con loro, costretti in casa, forti relazioni educative e amicali. Insomma, gli oratori erano chiusi, ma non si sono fermati”.
Nell’estate 2019 il migliaio di oratori della diocesi “hanno accolto per circa un mese 250mila ragazzi e 35mila tra educatori e animatori. Si tratta, come è giusto riconoscere, anche di un importante servizio alle famiglie”. Ora cosa accadrà? “Si tratterà di capire come tradurre queste attività consuete nel nuovo scenario che obbliga a precauzioni per la salute di tutti… Non sarà semplice soprattutto se teniamo conto che la vita d’oratorio si basa sull’incontro”. E aggiunge: “Direi che sono tre i nodi da sciogliere: la questione della responsabilità, la presenza di educatori e adulti volontari, la disponibilità di spazi (che varia molto tra i diversi oratori) e la loro gestione”.

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