Decreto Rilancio: Prandini (Coldiretti), “necessari i 250 milioni di aiuti in cibo, mentre aumentano i poveri del 40%”

“Con 3,7 milioni di italiani che hanno bisogno di aiuto per mangiare, lo stanziamento aggiuntivo di 250 milioni per acquistare cibo da destinare alle famiglie più bisognose è una misura importante e necessaria che abbiamo fortemente sostenuto”. Lo afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, in occasione della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio che prevede tra l’altro risorse aggiuntive per il Fondo per l’emergenza alimentare con l’obiettivo di assicurare la distribuzione delle derrate per la crisi derivante dalla diffusione del virus Covid-19. “Ora non c’è tempo da perdere e – sottolinea Prandini – occorre al più presto procedere alla pubblicazione dei bandi per rendere operativo un intervento atteso da una ampia fascia della popolazione”. La Coldiretti ribadisce che “i poveri che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare sono aumentati per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale”. Secondo una stima dell’associazione, sulla base delle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare, l’aumento delle richieste di aiuto è del 40% con picchi anche superiori in alcune zone del Paese. “Fra i nuovi poveri – sottolinea la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro e non possono utilizzare lo smartworking, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie”.
Tracciando il profilo delle persone che si recano nei centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà, la Coldiretti indica “persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche e ai centralini arrivano decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà”. “Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità – precisa la Coldiretti – si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia”.

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