Messe con il popolo: card. Bagnasco (Genova), “la prolungata assenza liturgica sia stata occasione per una rinnovata consapevolezza del dono della fede”

“Potremo tornare a pregare insieme nei luoghi di culto, che i nostri padri ci hanno consegnato, che hanno amato e che hanno costruito con fede e sacrificio. Insieme, pregheremo per le migliaia di vittime, private anche del saluto dei loro cari e del funerale, per i malati e per quanti si prendono cura di loro con dedizione”. Lo ha scritto il card. Angelo Bagnasco, amministratore apostolico della diocesi di Genova, nella lettera al “popolo di Dio dopo il lungo digiuno eucaristico e le chiusure sociali”. Nel testo, pubblicato sul sito della diocesi genovese, il porporato ricorda che “non dobbiamo vivere di paura, ma neppure di disattenzione superficiale o spavalda: tutti dobbiamo proteggere tutti”. Per questo “chiediamo al Signore anche il dono della saggezza, cioè di un modo di pensare alla luce di quanto la pesante esperienza in atto ci insegna”. Infatti, “se fossimo presi dalla frenesia che tutto ritorni come prima, ci farebbe disonore e il sacrificio di tanti cadrebbe nel vuoto della smemoratezza”. “Dio non è qualcosa che decora la casa, ma è la nostra casa. È questa la vera normalità che dobbiamo desiderare e aiutarci a vivere”, si legge ancora nella lettera. Il porporato ha quindi auspicato che “la prolungata assenza liturgica sia stata occasione per una rinnovata consapevolezza del dono della fede” e che continui “la preghiera personale e spesso familiare, momento di conforto nelle fatiche, punto di forza nelle prove e nelle gioie quotidiane; appuntamento per genitori, figli, anziani, ragazzi e giovani”. L’arcivescovo ha poi ricordato che, “purtroppo, ciò che si ascolta prospetta un tempo di serie difficoltà per l’occupazione e quindi di disagi per individui e famiglie” e che, proprio per questo, “sarà necessaria una ancora più stretta unità e solidarietà fra tutti”. Infine, il cardinale ha ricordato che sabato 30 maggio, vigila di Pentecoste, nella cattedrale di San Lorenzo verrà celebrata la Messa Crismale “riservata a sacerdoti, religiosi, diaconi permanenti, che per la prima volta, dopo mesi, si ritroveranno con il vescovo in cattedrale per la benedizione degli Oli, che verranno usati per i catecumeni, i malati, le future ordinazioni”. La celebrazione “verrà teletrasmessa”.

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