Brasile: presentata la Campagna della Fraternità. Dom Portella (segretario Cnbb), “no a indifferenza”

“Non sarà che ci stiamo abituando all’aggressione quotidiana contro la vita e alla cultura di morte nelle sue varie forme?”. Con questa domanda provocatoria il vescovo ausiliare di Rio de Janeiro e segretario generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), mons. Joel Portella Amado, ha aperto la conferenza stampa di avvio della Campagna della Fraternità (Cf) 2020, tenutasi ieri a Brasilia. L’incontro è diventato l’occasione per una circostanziata denuncia dei mali sociali e morali che affliggono oggi il Paese, rispetto ai quali la Campagna, intitolata “Fraternità e vita: dono e impegno” e caratterizzata dal motto biblico “Vide, provò compassione e si prese cura di lui”, cerca di invertire la rotta.
Il testo base della Cf documenta che “in Brasile il 22,6% dei bambini e degli adolescenti tra 0 e 14 anni vive in estrema povertà. Nel 2017, 11.700 bambini e adolescenti sono stati vittime di omicidio. Nel 2016, ci sono stati 11.433 decessi per suicidio nel Paese, una media di 31 casi al giorno. Nei primi 6 mesi del 2018, gli incidenti stradali hanno causato migliaia di morti e 20mila casi di invalidità permanente nel Paese. Nel 2017, secondo l’Istituto brasiliano di geografia e statistica (Igbe), il Brasile è stato il nono Paese più disuguale del pianeta in termini di distribuzione del reddito”. Il segretario generale della Cnbb si è chiesto se le statistiche siano davvero necessarie per rendersi conto che sempre più si manca di rispetto alla vita. Il presule ha citato, ad esempio, il tema della violenza, tema delle campagne del 1983 e del 2018. Per dom Portella, l’elenco è lungo e lo conosciamo già: “Morti nelle strade a causa di proiettili vaganti, morti su barelle ospedaliere, morti per fame, disoccupazione nelle campagne, nei villaggi indigeni e tra i giovani”.
La Campagna della Fraternità, ha sottolineato il segretario generale della Cnbb, vuole mettere in guardia da due atteggiamenti, l’indifferenza e la convinzione che la morte sia superata solo dalla morte stessa. Il vescovo ha citato Papa Francesco per parlare dell’importanza di non considerare inevitabile l’indifferenza e la violenza. “Il Papa ci chiede un’altra direzione in Laudato si’”, ha detto. Secondo dom Portella, la Campagna della Fraternità indica quest’altra direzione prendendo spunto dalla parabola del Buon Samaritano. “In tempi di indifferenza globalizzata, la soluzione ai problemi della vita non verrà mai attraverso la violenza e la morte. Verrà dalla cura dell’uno per l’altro e di tutti per la società e il pianeta”, ha concluso.

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