Terra Santa: Patton (Custode), messaggio di Natale “riscoprire la solidarietà con il malato, lo straniero, l’esiliato, l’anziano, e con chi è messo in disparte nella società”

“Gli alberghi sono chiusi perché vuoti, perché non ci sono pellegrini venuti a celebrare la nascita di Gesù. Grazie a Dio non è vuota la grotta della natività, perché la comunità cristiana locale, nonostante le terribili difficoltà economiche che sta attraversando, continua a vivere nella città in cui Gesù è nato e continua anche a celebrare con gioia e con speranza la nascita del Bambino venuto a salvarci”. Dall’altare dei Magi, che si trova dentro la Grotta della Natività, proprio di fronte alla mangiatoia in cui Maria depose il bambino Gesù, a parlare è il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Nel suo video-messaggio di Natale, diffuso oggi, il francescano lo riconosce senza giri di parole: “È certamente un Natale strano quello che stiamo per celebrare. Per la prima volta dopo tanti anni la città di Betlemme, nei giorni in cui tutto il mondo guarda a lei, è vuota” ma nonostante ciò “tutta l’umanità è alla ricerca di quel Bambino che cambia il destino di ognuno di noi e del mondo intero. Tutta l’umanità, accogliendo questo bambino, è invitata a diventare un’unica famiglia in cui siamo tutti fratelli e sorelle, figli dell’unico Padre, che ci ha mandato il Suo figlio, e di quel Figlio ci ha donato lo Spirito”. “Riscoprirsi tutti fratelli e sorelle”, per padre Patton, significa “riscoprire anche il valore della solidarietà con chi si trova nella stessa situazione del bambino Gesù al momento della sua nascita: bisognoso di essere accolto, senza una casa, privo dei beni di prima necessità, perseguitato dal potente di turno, costretto a fuggire dal proprio Paese. I Magi sono un esempio anche per noi: condividono quello che hanno di più prezioso e mettono il Bambino Gesù al centro della loro vita”. Gesù “oggi si rende presente nel bimbo che chiede di poter nascere, nel vecchio messo da parte, nell’ammalato privo di compagnia, nel forestiero esiliato, nel povero emarginato, in ogni piccolo e scartato della società”. “In questo tempo di sofferenza, di incertezza, di solitudine e angoscia – conclude il Custode di Terra Santa – a ciascuno di voi e alle vostre famiglie, agli ammalati e a chi si prende cura di loro, giunga dalla Grotta di Betlemme l’annuncio che riporta gioia e pace dentro le nostre case, speranza dentro i nostri cuori e salvezza nel mondo intero. Buon Natale dal luogo in cui i Magi ci insegnano a inginocchiarci davanti al Bambino Gesù per adorarlo, per metterlo al centro della nostra vita; per offrire i doni più preziosi a Lui che si è voluto mettere nelle nostre mani, e donarsi a noi e per noi interamente”.

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