Serbia: morto patriarca ortodosso Irinej. Mons. Hocevar (Belgrado), “vicinanza orante e solidarietà spirituale”

“Desidero esprimervi personalmente, nonché a nome del clero, dei monaci, di tutte le persone consacrate e dei fedeli laici della nostra arcidiocesi di Belgrado, sincera vicinanza orante e solidarietà spirituale in occasione del passaggio all’eternità di sua santità il patriarca serbo Irinej”: lo scrive l’arcivescovo cattolico di Belgrado Stanislav Hocevar, in un messaggio di cordoglio per la morte del Patriarca, deceduto questa mattina per il Covid. “Abbiamo seguito i suoi giorni di malattia con grande ansia, pregando il Signore della vita che lo salvasse”, scrive mons. Hocevar. “Quando sono arrivato a Belgrado” nel 2000, “l’ho incontrato per la prima volta nella gloriosa città di Costantino, come vescovo di Nis”, ricorda l’arcivescovo. Era nato “un grande desiderio di celebrare l’anno 2013 – a ricordo del 1700° anniversario dell’Editto di Milano – con un grande segno dell’incontro tra Oriente e Occidente”, prosegue mons. Hocevar. I “diversi pellegrinaggi a Venezia e Milano” fatti insieme hanno “aperto i nostri cuori e le nostre menti a tante domande e segreti della storia”. Poi “la Provvidenza di Dio lo ha innalzato al trono patriarcale della Chiesa ortodossa serba” nel 2010: “In stile evangelico quest’anno abbiamo celebrato il suo giubileo”. Insieme, continua l’arcivescovo “avevamo già pensato a come guardare all’anno 2025, quando tutta la cristianità celebrerà il 1700° anniversario del Concilio di Nicea”. Ma, conclude il messaggio, “il patriarca Irinej ora vede nell’eternità l’intera storia della salvezza del genere umano con nuovi occhi e un nuovo sguardo” e per questo “gli chiediamo di seguirci per sua intercessione in modo che possiamo capire ciò che lo Spirito Santo sta dicendo alla sua Chiesa”.

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