Abusi: Conferenza episcopale inglese, un ente centrale potrà implementare nelle diocesi le politiche di salvaguardia dei minori

Una stretta collaborazione con le vittime, un tribunale che si specializzi in diritto canonico, un ente centrale con poteri di implementare nelle varie diocesi le politiche di salvaguardia dei minori e una seconda autorità che si occupi di prevenzione degli abusi negli ordini religiosi. Queste le novità più importanti presentate dalla “Elliott Review”, l’inchiesta nelle strutture di salvaguardia esistenti in questo momento nella Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles commissionata dai vescovi inglesi a un consulente indipendente, Ian Elliott, e presentata oggi alla stampa britannica. È la terza volta, dopo il “Nolan report” del 2001 e la “Cumberlege Review” del 2007, che la Chiesa cattolica inglese fa il punto su politiche e strutture di prevenzione degli abusi. Questa volta vi sarà un’autorità centrale, la “Catholic Safeguarding Standards Agency” (Cssa) che andrà a sostituire le due esistenti, la “National Catholic Safeguarding Commission” e il “Catholic Safeguarding Advisory Service”. Per la prima volta questo ente centrale, responsabile della protezione dei minori, avrà “il potere di intervenire, in qualunque parte della Chiesa, se pensa che le strutture di salvaguardia non siano adeguate”, come ha spiegato lo stesso Ian Elliott. A un tribunale indipendente da Roma toccherà di esaminare tutte le questioni di diritto canonico sollevate dai casi di abusi.

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