Regno Unito: Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra, in agenda risposta alla pandemia e un volume sul tema della sessualità

Sessualità e pandemia. Questi i primi due temi all’ordine del giorno del Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra che si svolge online, per la prima volta nella sua storia, da lunedì 23 novembre a mercoledì 25. Per via del Covid-19 è stata rimandata di un anno la scelta dei nuovi membri per le tre camere di vescovi, pastori e laici che compongono l’organo che governa la Chiesa di Stato inglese in programma per la scorsa estate. Ad inaugurare le sessioni del Sinodo saranno, lunedì pomeriggio, i due arcivescovi di Canterbury e di York, Justin Welby e Stephen Cottrell, con una presentazione dedicata, in parte, anche a “Living in love and faith”, “Vivere in amore e fede”. È un libro, formato da 480 pagine, che affronto il tema della sessualità, frutto di un lavoro durato tre anni e condotto da una commissione di 40 persone in rappresentanza delle diverse identità anglicane. Vescovi, pastori e laici lavoreranno in piccoli gruppi su questo argomento per riunirsi poi, di nuovo, per un dibattito e un voto su una mozione dedicata alla pandemia. Si chiederà alla Chiesa di Inghilterra di pregare per chi ha sofferto per colpa del Covid-19, di ringraziare il personale medico impegnato in prima linea, di insistere con il governo perché lavori per ridurre le disuguaglianze sociali dovute al virus e riveda la sua decisione di sospendere le funzioni religiose durante il secondo lockdown.
All’ordine del giorno del Sinodo vi saranno anche il tema degli abusi sui minori, la possibilità di usare bicchieri individuali anziché un unico grande calice per il vino della Comunione come misura di prevenzione contro la pandemia e l’obiettivo di raggiungere zero emissioni di anidride carbonica entro il 2030 per quanto riguarda gli edifici di culto. A vescovi, pastori e laici verrà chiesto, dal vescovo di Huddersfield Jonathan Gibbs, responsabile del settore salvaguardia, di accettare i risultati del rapporto dell’inchiesta di stato sui crimini sessuali all’interno della Chiesa tra il 1940 e il 2018. La Chiesa si scuserà, ancora una volta, con le vittime e si impegnerà a implementare le raccomandazioni del rapporto che prevedono una struttura indipendente che controlli che tutte le procedure di salvaguardia.

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