Argentina: Pastorale delle dipendenze su uso terapeutico cannabis, “responsabilità e prudenza non coincidono con apertura illimitata”

(Foto: ANSA/SIR)

La Commissione di pastorale delle dipendenze e delle tossicodipendenze della Conferenza episcopale argentina (Cea) esprime in una nota, rivolgendosi al Governo e a tutta l’opinione pubblica, la propria preoccupazione per l’approvazione della legge n. 27.350, che regola l’uso medicinale della pianta di cannabis e dei suoi derivati.
La Commissione non mette in discussione la ricerca scientifica e l’applicazione palliativa del principio attivo della sostanza, ma fa notare che gli enti preposti al controllo dei farmaci, in tutto il mondo, hanno consigliato “responsabilità e prudenza”.
Prosegue la nota: “Questa responsabilità e prudenza non coincidono con l’apertura illimitata, che conduce all’autocoltura della cannabis che significa per sé o per terzi e la mancanza di specificazione delle malattie che ne giustificano l’applicazione. Comprendiamo che, in questo modo, la regola può diventare una legittimazione dissimulata di altri tipi di consumo e questo ci preoccupa”.
Secondo la Commissione, “le sostanze che creano dipendenza sono ora più accessibili”, dato che l’aggravarsi della pandemia rende difficile lavorare e andare a scuola. “Per rendere giustizia a chi soffre di una malattia, non è necessario esporre i più fragili. Per questo motivo, nella dichiarazione che abbiamo presentato nel 2016, abbiamo indicato che la fornitura di cannabidiolo deve essere fornita dallo Stato ed essere gratuita”.

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