Coronavirus Covid-19: Toscana “zona rossa”. Vescovi, “invariate le disposizioni per accesso a chiese e celebrazioni liturgiche”

Le disposizioni connesse con l’introduzione della “zona rossa” in Toscana lasciano invariato quanto già disposto circa l’accesso alle chiese e le celebrazioni liturgiche comunitarie, a cominciare dalle messe, secondo quanto previsto dal Protocollo Cei-Governo del 7 maggio 2020, integrato dalle successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. È quanto sottolineano i vescovi della Conferenza episcopale toscana in una nota. “Vogliamo cogliere in questa decisione un riconoscimento per come le misure di contenimento della pandemia sono state applicate fedelmente dalle nostre comunità”, sottolineano i presuli, che aggiungono: “Al tempo stesso la sentiamo come un invito a una rafforzata responsabilità”. Oltre un “atteggiamento generale di prudenza”, proseguono i vescovi, “raccomandiamo fortemente un’attenta vigilanza sul rispetto di tali disposizioni, invitando ad accoglierle come espressione di vera carità verso i fratelli”.
Un pensiero viene rivolto “a quanti soffrono a causa della pandemia e a quanti ne subiscono le conseguenze nella vita sociale: i malati anzitutto – e fra loro un sentimento di fraterna vicinanza lo abbiamo rinnovato al card. Gualtiero Bassetti, come pure ai confratelli vescovi e ai tanti sacerdoti colpiti dal virus”. Non vengono poi dimenticati “i nuovi poveri generati dalla pandemia e coloro che da essa sono stati gettati in ulteriore miseria” e “i lavoratori, gli imprenditori e gli operatori del commercio per i quali la pandemia ha aperto preoccupanti scenari futuri sul piano economico e sociale”. “Viva gratitudine” viene espressa a “quanti nella sanità e nei servizi sociali si prendono cura con capacità e premura di chi soffre, ai tanti volontari che con la loro generosità rafforzano la tenuta del tessuto sociale, a quanti nelle istituzioni hanno la responsabilità delle scelte per il bene comune, agli uomini e alle donne dei nostri territori che in larga maggioranza condividono con diligenza e partecipazione le misure prese per contrastare la diffusione del morbo”. Vicinanza viene manifestata anche nei confronti degli “anziani, particolarmente colpiti dal Covid-19, ai quali tanto debbono le nostre comunità e l’intera società. Nessuno di loro deve sentirsi solo e lasciato da parte”.
Nel comunicato diffuso a seguito dell’assemblea svoltasi ieri, i vescovi della Toscana condividono con le comunità “la gioia per la decisione di Papa Francesco di nominare tra i prossimi cardinali mons. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena. Ci rallegriamo con lui e lo accompagniamo con l’augurio e la preghiera”.

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