Yemen: Oxfam a Paesi G20, stop vendita armi ad Arabia saudita. Da 2015 export per 17 miliardi. Fino al 5 dicembre Sms solidale al 45584

Dall’inizio del conflitto in Yemen, nel marzo 2015, i Paesi del G20 hanno esportato armamenti per 17 miliardi di dollari verso l’Arabia saudita, alla guida della coalizione di Paesi responsabile di tutti i raid aerei nel paese. Una cifra tre volte superiore agli aiuti umanitari stanziati dalle stesse nazioni del G20, per alleviare le sofferenze indicibili di un popolo allo stremo. È la denuncia di Oxfam a pochi giorni dal G20 dei capi di Stato e di Governo del 21 e 22 novembre che sarà ospitato proprio dall’Arabia saudita. Un summit da cui ci si attende un’inversione di rotta, alla luce dell’impegno assunto di recente dal presidente eletto degli Stati uniti Joe Biden, riguardo la volontà di sospendere la vendita di armi che alimentano il conflitto in Yemen. Lo scoppio pressoché “incontrollato” del contagio da coronavirus, va ad aggiungersi alla più grave epidemia di colera di sempre in un paese dove metà degli ospedali sono stati distrutti e i pochi in funzione non hanno mezzi e personale per rispondere ai crescenti bisogni di cure. 10 milioni di yemeniti soffrono la fame, 20 milioni non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari, 18 milioni non ricevono cure di base. Nonostante questo però il piano di risposta Onu al momento è finanziato solo al 44%. “Dopo anni di anni di morte, sfollamenti forzati e epidemie la popolazione dello Yemen è allo stremo” afferma  Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. Oggi più che mai è cruciale che i Paesi G20 intervengano subito per riunire tutte le parti in conflitto intorno ad un tavolo negoziale per raggiungere un cessate il fuoco immediato e una pace duratura. Allo stesso tempo si deve mettere fine alla vendita di armi diretta e indiretta verso le parti in conflitto”. Fino al 5 dicembre si può sostenere l’intervento di Oxfam a fianco della popolazione yemenita, soprattutto delle donne che per prime sono vittime dell’emergenza umanitaria in corso, sostenendo la campagna “Dona acqua, salva una vita” con un Sms al 45584.

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