Papa a Pompei: messa al Santuario, “non possiamo rassegnarci alle immagini di morte”, “guerre chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico”

“Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”. È l’appello del Papa, al termine dell’omelia della messa presieduta all’esterno del santuario di Pompei. “Quando san Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – l’anno prossimo si compirà un quarto di secolo –, lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei”, ha ricordato: “I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso”, perché “la pace nasce dentro il cuore”. Giovanni Paolo II, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace, ha ricordato inoltre Leone XIV: “In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione. Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono. Da questo santuario, la cui facciata san Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E san Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce “onnipotente per grazia”. Per sua intercessione, “venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo””.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo