“Cerchiamo di essere ovunque, vicini. Di essere sul campo, nei luoghi più grandi e complicati, in quelli più piccoli e spesso dimenticati, nei posti più lontani, così lontani che il resto del mondo non riesce a sentirne il dolore”. Con queste parole, Rosario Valastro, presidente della Cri, sintetizza in un video l’impegno del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa al giorno d’oggi, in occasione dell’8 maggio, data che celebra, oltre che la nascita di Henry Dunant, l’impegno di milioni di volontarie e volontari in tutto il mondo, di cui 152.000 nel nostro Paese.
“Viviamo in un periodo caratterizzato dall’escalation dei conflitti armati, 130 in tutto il mondo. Dalle continue violazioni del Diritto internazionale umanitario, dall’impatto dei cambiamenti climatici, delle migrazioni, dei mutamenti demografici e della crescente polarizzazione. Tutti fattori – ricorda Valastro – che stanno generando nuove vulnerabilità ed aggravando quelle già esistenti. In questo contesto c’è sempre più bisogno di umanità, c’è sempre più bisogno di Croce Rossa”.
“L’umanità è il valore centrale della nostra azione quotidiana, un’azione che viene svolta sui territori e per i territori, con le persone e per le persone. Un’azione svolta con convinzione e con la consapevolezza del ruolo che abbiamo in questo periodo di scosse, in uno spazio umanitario sempre più sotto pressione, dove neutralità e indipendenza sono spesso fraintese – dice ancora il presidente della Cri –. C’è sempre più bisogno di Croce Rossa. C’è bisogno di ascolto per chi soffre o è ai margini, c’è bisogno di attenzione verso chi è solo o disperato e non riesce neppure a chiedere aiuto”.
“Ovunque, vicini – aggiunge –. Come lo siamo a Gaza, dando aiuto ad oltre 270.000 fra donne, uomini e bambini, ristrutturando ospedali, operando con cliniche mobili, consegnando ausili medici e kit di igiene e supportando centinaia di casi di trasferimenti e ricongiungimenti, rafforzando la Consorella che è riuscita ad arrivare dove nessun altro è giunto. Lo siamo in Ucraina, in un inverno lungo quattro anni, consegnando oltre 3.800 tonnellate di aiuti, gruppi elettrogeni, ossigenatori, ambulanze, altri mezzi e materiali, raggiungendo con aiuti e medicina di base decine di migliaia di persone, sensibilizzandone altre sui pericoli delle mine e consentendo ad oltre cento famiglie di avere una nuova casa, una casa dignitosa. Lo siamo fornendo viveri, cure, farmaci a centinaia di migliaia di persone nei nostri sportelli sociali, negli ambulatori, nelle farmacie solidali, nei tour della prevenzione, nelle unità di strada. Lo siamo fra gli studenti di questo Paese, contribuendo alla loro crescita e fornendo strumenti per prevenire le malattie, per prepararsi a saper affrontare i disastri, per conoscere il Diritto internazionale umanitario. Lo siamo quando salviamo le vite, senza mezzi termini, mettendo in pratica, direttamente, o tramite chi abbiamo formato, le manovre salvavita. Aiutando chi non ha mezzi di sussistenza, combattendo la solitudine”.