Anniversario Leone XIV: mons. Tomasi (Treviso), “riconoscenti per come ci sta guidando in questi tempi così difficili e impegnativi”

(Foto diocesi di Treviso)

I “migliori auguri”, e “insieme la riconoscenza per come ci sta guidando in questi tempi così difficili e impegnativi”, sono stati espressi dal vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, a nome suo e della diocesi, a Leone XIV nel primo anniversario della sua elezione a Sommo Pontefice.
“Grazie”, spiega il presule, “per l’impegno instancabile, mite e fermo a favore della pace, e perché ci ricorda che l’impegno per essa deriva direttamente dall’annuncio del Signore Gesù risorto”. “Grazie” perché “al cuore di tutto il nostro operare continua a porre l’annuncio del Vangelo”. “Grazie” perché “continua a ricordarci la priorità dell’annuncio di Cristo, Signore del tempo e della storia”. “Grazie” perché “ci testimonia la forza e la serenità che derivano da una fede salda in Dio”. “Grazie” perché “ci aiuta a riscoprire i testi del Concilio Vaticano II come orientamento e guida sicura per tutta la Chiesa”. “Grazie” perché “ci chiede che ogni nostra comunità cristiana sia una ‘casa della pace’”. “Grazie” perché “da figlio di sant’Agostino ci richiama alla cura dell’interiorità, per essere ‘sempre più autentici’ e non avere ‘bisogno di mettere delle maschere’”.
“Grazie” perché “ci insegna a guardare ai poveri e agli ultimi non come ad un problema sociale”. E perché “chiede alla Chiesa di essere ‘povera per i poveri’ e la esorta ad ‘impegnarsi sempre di più a risolvere le cause strutturali della povertà’”.
“Grazie” perché “ci indica sempre il faro sicuro ed esigente della difesa e della promozione della dignità inalienabile della persona umana, in ogni aspetto della vita, dagli usi molteplici dell’intelligenza artificiale sino alle relazioni interpersonali”.
“Grazie” perché “ci ricorda il ruolo centrale della Dottrina sociale della Chiesa, da intendere non come ‘un sistema chiuso di dottrine, né uno strumento di indottrinamento, ma una riflessione etica viva che insegna ad avvicinarsi ai problemi sociali con criteri morali e spirito critico’, soprattutto per l’azione di ‘fedeli laici, nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica’”.
“Grazie” perché “ci ricorda che l’educazione integrale della persona è ‘atto di speranza e compito d’amore’”.
“Grazie” per “il suo continuo richiamo, con le parole e con l’esempio, all’unità della Chiesa a servizio del mondo”.
“Per questo e per tanto altro assicuriamo a Papa Leone XIV la nostra fedeltà, la nostra vicinanza, la nostra preghiera”, conclude mons. Tomasi.

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