Papa a Pompei: messa al Santuario, “umanità provata dalle guerre”

Dal grembo di Maria “si irradia la Luce che dà il senso pieno alla storia e al mondo”. Lo ha detto il Papa, commentando il Vangelo dell’Annunciazione, nell’omelia della messa all’esterno del santuario di Pompei. “L’Ave Maria è un invito alla gioia: dice a Maria, e in lei a tutti noi, che sulle macerie della nostra umanità provata dal peccato e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre, è venuta la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesù un volto umano”, ha spiegato il Pontefice: “Maria diventa così Madre della misericordia. “Nell’‘Eccomi’ di Maria nasce non soltanto Gesù, ma anche la Chiesa, e Maria diventa insieme Madre di Dio – Theotòkos – e Madre della Chiesa”, ha ricordato il Pontefice. La preghiera del Rosario, “sorta e sviluppatasi progressivamente nel secondo Millennio, affonda le radici nella storia della salvezza, e proprio nel Saluto dell’Angelo alla Vergine ha come il suo preludio”. “L’Ave Maria che si ripete nel Santo Rosario è un atto di amore”, ha sottolineato il Papa: “Il Rosario ha una fisionomia mariana, ma un cuore cristologico ed eucaristico. Se la Liturgia delle Ore scandisce i tempi della lode della Chiesa, il Rosario scandisce il ritmo della nostra vita riportandola continuamente a Gesù e all’Eucaristia”. “Generazioni di credenti sono state plasmate e custodite da questa preghiera, semplice e popolare, e al tempo stesso capace di altezze mistiche e scrigno della più essenziale teologia cristiana”.

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