“Si compie un anno dall’elezione di Papa Leone XIV. L’elezione non rappresenta una rottura, come talvolta si potrebbe pensare. C’è una continuità. E questa continuità ci porta, sempre di nuovo, cioè sempre in modo nuovo, un soffio di speranza”. Lo scrive, in una riflessione per il sito del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), anticipata al Sir, il cardi. Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre, presidente del Celam e della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile. “In questo senso – prosegue il porporato –, Papa Leone è un uomo che proviene da un’esperienza missionaria, un missionario per eccellenza. E tutti noi siamo chiamati, ovunque ci troviamo, a essere missionari: missionari di speranza, missionari di vita piena per tutti, missionari di pace. Infatti, Papa Leone ha inaugurato il suo ministero annunciando ciò che il Risorto continua a chiederci a tutti in ogni momento della storia: che siamo annunciatori di pace, testimoni della pace, della pace che il Risorto ci dona”.
Prosegue il presidente del Celam: “La pace non è semplicemente sinonimo di assenza di conflitti. La pace è molto più di questo. E Papa Leone ce lo ha ricordato con insistenza, ad esempio attraverso le catechesi, recuperando l’essenziale dei documenti del Concilio Vaticano II, ma anche nei vari incontri, udienze e orientamenti, nei quali non desidera né cerca altro che portare nel cuore di ciascuno di noi ciò che è la base, il fondamento della nostra fede e della nostra speranza. Nel celebrare un anno dall’elezione di Papa Leone come successore dell’apostolo Pietro, preghiamo e chiediamo che Dio lo illumini, lo ispiri e ci aiuti a promuovere sempre più la comunione e la partecipazione alla vita della Chiesa in vista della missione”.