Gioco d’azzardo: Ciccarelli (Forum famiglie), “la comunicazione pubblica non sia ambigua né promozionale”

(Foto Forum famiglie)

“La comunicazione di prevenzione del gioco d’azzardo deve essere chiara, sobria e priva di qualsiasi ambiguità che possa anche indirettamente incentivare il gioco. È necessario evitare che messaggi apparentemente informativi, attraverso linguaggi, immagini o meccanismi che richiamano l’esperienza della scommessa, finiscano per ridurre la percezione del rischio e rendere l’azzardo più accettabile o familiare”. Lo ha dichiarato Emma Ciccarelli, vicepresidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, a margine dell’incontro svoltosi presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, nel corso del quale Alea – Associazione scientifica per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, il Forum nazionale delle associazioni familiari e cinque associazioni dei consumatori hanno presentato un documento condiviso che sollecita regole più stringenti affinché la comunicazione di prevenzione sia chiara, sobria, verificabile e non promozionale. L’iniziativa nasce dopo la Delibera Agcom n. 85/26/Cons, con la quale l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha sottoposto a consultazione pubblica l’atto integrativo delle Linee guida sulle campagne di comunicazione contro la cosiddetta “ludopatia”.
“Il lavoro condiviso alla base del documento presentato oggi – ha chiarito Ciccarelli – mette al centro la tutela delle famiglie e l’esigenza di una comunicazione pubblica realmente efficace nella prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo. In questo contesto, il tema del gioco responsabile richiede un approccio rigoroso, capace di proteggere le persone e non di normalizzare comportamenti a rischio”. La vicepresidente del Forum ha sottolineato: “Il gioco d’azzardo non colpisce solo il singolo, ma produce conseguenze profonde sulle famiglie e sui contesti di vita, motivo per cui deve essere pienamente riconosciuto anche come danno sociale e relazionale, rafforzando il ruolo delle reti familiari come presidio fondamentale. Allo stesso tempo, è essenziale evitare che campagne presentate come sociali possano generare vantaggi reputazionali per i concessionari”. Di qui la richiesta: “Servono politiche più coraggiose e un quadro regolatorio più stringente, che metta al centro la dignità delle persone, la tutela dei soggetti più fragili e il benessere delle comunità”.

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