Estate: mons. Redaelli (amm. ap. Gorizia), “l’incontro tra chi arriva e chi accoglie non è un dettaglio, è il cuore dell’esperienza”

“L’incontro tra chi arriva e chi accoglie non è un dettaglio: è il cuore dell’esperienza. Non siamo mondi separati, ma possibilità di relazione; non semplici presenze che si sfiorano, ma uomini e donne chiamati a riconoscersi. Il tempo della vacanza può diventare qualcosa di più: non solo pausa, ma occasione per ritrovare sé stessi, per riscoprire ciò che conta davvero, per aprirsi ad incontri veri, capaci di lasciare un segno”. Lo ha scritto l’amministratore apostolico di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, nel messaggio di benvenuto a tutti coloro che, nei prossimi mesi, visiteranno o soggiorneranno nel territorio della diocesi.
“Tra il mare ed i colli, tra l’orizzonte aperto dell’acqua ed il silenzio delle alture, questo territorio si offre a voi non soltanto come meta di riposo, ma come luogo che parla”, sottolinea il presule, aggiungendo che “questa terra non è fatta solo di paesaggi e monumenti. È fatta soprattutto di volti. Volti di persone che l’abitano, la custodiscono, la rendono viva; ed ora, anche dei vostri volti, che per un tempo più o meno lungo diventano parte di questa storia”. “È una terra, inoltre, segnata dall’incontro di lingue e culture diverse: una ricchezza che non appartiene solo al passato, ma che continua a generare dialogo, apertura ed umanità anche per l’oggi”, prosegue mons. Redaelli. “Benvenuti non come ospiti, ma come fratelli e sorelle”, conclude il presule, augurando che “questo tempo possa diventare per ciascuno un tratto di strada bello, vero, ed anche, se lo vorrete, un piccolo passo dentro una nuova avventura del cuore”.

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