“Il servizio ai poveri, agli emarginati e ai senza potere è un modo di incontrare il sacro; attraverso di loro la voce divina continua a parlarci”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi nella Sala del Concistoro una delegazione della United Jewish Appeal-Federation of New York, organizzazione di filantropia ebraica attiva in oltre settanta Paesi. Il Pontefice, in lingua inglese, ha ricordato che sessantasei anni fa una delegazione della stessa organizzazione fu ricevuta da Giovanni XXIII, che con le parole “Sono Giuseppe, vostro fratello” (Gen 45,4) affermò “la nostra comune umanità e la nostra comune ascendenza spirituale in Abramo, Isacco, Giacobbe e Giuseppe”. Quell’incontro contribuì a preparare la “Nostra aetate”, che “ha aperto un nuovo orizzonte di incontro, rispetto e ospitalità spirituale”. Il Papa ha ricordato che il documento ha ribadito “la verità che apparteniamo a un’unica famiglia umana”, respingendo l’antisemitismo e ogni forma di discriminazione. “Nostra aetate”, ha aggiunto, “ha piantato un seme di speranza” cresciuto fino a diventare “un albero maestoso, capace di offrire riparo e portare i ricchi frutti della comprensione, dell’amicizia, della cooperazione e della pace”. Leone XIV ha concluso elogiando l’impegno dell’organizzazione nell'”assistere i poveri e i bisognosi”, nel “combattere l’odio e l’intolleranza” e nel costruire “un mondo migliore per tutti”.