Haiti ha inaugurato le prime case di accoglienza statali per donne e bambine sopravvissute alla violenza, chiamate Case delle Donne. L’iniziativa, guidata dal ministero della Condizione femminile e dei Diritti delle donne, con il sostegno dell’ufficio Onu per le Donne, nasce per rispondere a un contesto d’emergenza in cui i gruppi criminali usano la violenza sessuale come strumento di terrore. Nel 2025 le Nazioni Unite hanno registrato 1.863 casi, con un incremento del 163% rispetto all’anno precedente, e nei primi mesi del 2026 la violenza sessuale ha rappresentato oltre il 70% dei casi totali di violenza di genere segnalati nel Paese.
Marie Goretti Nduwayo, rappresentante di Onu Donne ad Haiti, ha sottolineato l’ambivalenza di questo traguardo dichiarando che l’apertura di queste strutture “costituisce un motivo di speranza, ma anche una dolorosa memoria dei pericoli che affrontano le donne e le bambine in questo Paese”. Nduwayo ha, inoltre, evidenziato come l’impatto psicologico sui soggetti vulnerabili sia devastante, riportando le testimonianze dirette delle vittime che “non riconoscono più le proprie vite”.
Nonostante il calo degli aiuti internazionali, le organizzazioni femminili locali continuano a guidare la risposta umanitaria nei siti di sfollamento. La rappresentante Onu ha concluso ricordando che la popolazione femminile ha dimostrato una resilienza straordinaria, “ma la resilienza da sola non può essere la risposta”, invocando un intervento più deciso della comunità internazionale.