Leone XIV: Angelus, Gesù “vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Fattosi nostro fratello, il Figlio di Dio guarda la gente, guarda l’umanità: vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus di ieri, in piazza San Pietro. Il Pontefice ha meditato sul Vangelo di Matteo, soffermandosi sullo sguardo compassionevole di Cristo sulle folle: “la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione”. Leone XIV ha ricordato che Cristo, “come buon pastore”, si dedica a tutti e, “come signore della messe, manda operai nel campo del mondo”. Il compito di questi operai è preciso: “dare il conforto di Dio a chi soffre: portare carità dove c’è miseria, speranza dove c’è afflizione, fede dove c’è sfiducia”. Il Papa ha poi richiamato i nomi dei dodici apostoli citati dal Vangelo, da Simone detto Pietro, “il primo”, a Giuda Iscariota, “l’ultimo”, a ricordare “che si può seguire Gesù e tradirlo, ma il Vangelo rimane per tutti parola viva e vera”. La Buona Notizia, ha aggiunto il Pontefice, “è identica, sempre giovane, fresca e liberante: ‘Il Regno dei cieli è vicino'”. Leone XIV ha concluso ricordando che “il compito di evangelizzare nasce dal dono di Dio che in Cristo diventa perdono per il mondo, servizio a chi è più piccolo e povero, impegno per la giustizia”.

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