Giovani: card. Zuppi, “problema fragilità è serio. Oggi ci sono pochi padri e poche madri”

“Siamo in una stagione in cui ci sono pochi padri e poche madri”. Così il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, in un’intervista pubblicata sul quaderno 4.167 de La Civiltà Cattolica, in uscita sabato 3 febbraio e come di consueto anticipata al Sir, a firma del direttore Nuno da Silva Gonçalves e di Simone Sereni. Rispondendo ad una domanda sui giovani ed il loro rapporto con la fede, il card. Zuppi ha detto: “Penso che sia necessario costruire comunità. La Chiesa-comunità è una delle grandi sfide che il Concilio Vaticano II ci ha consegnato e che abbiamo vissuto molto poco. La si è vissuta nella stagione dei movimenti, senz’altro, e in alcune realtà comunitarie che hanno avuto una parabola molto rapida, spesso legata al prete di turno”. E poi, ha osservato, “con i giovani c’è la questione, molto seria, del linguaggio. Indubbiamente dobbiamo anche imparare un linguaggio digitale, ma non ho delle ‘fissazioni’ su questo tema. Nel linguaggio e nel mondo digitale, dove arriviamo buoni ultimi, il rischio è l’appiattimento. La forza della Chiesa è sempre nella presenza. Ma chiaramente, se la Chiesa non sa comunicare anche in ‘remoto’, difficilmente riesce a coinvolgere, a parlare e a farsi vicina”. Per il porporato, inoltre, “il problema della fragilità dei giovani è serio. Si può reagire a esso riaffermando delle regole che però per i ragazzi, che pensano di dover essere loro a decidere, non esistono più. Io penso, soprattutto, che siamo in una stagione in cui ci sono pochi padri e poche madri” .

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