Bullismo e cyberbullismo: Ordine psicologi Toscana, “la prevenzione inizia a scuola”. Il 10 febbraio un webinar

In occasione dell’odierna Giornata mondiale contro il bullismo e cyberbullismo, l’Ordine degli psicologi della Toscana promuove il 10 febbraio un webinar  (ore 17 -19) sull’importanza del ruolo della scuola e in particolare dello psicologo scolastico nella prevenzione dei comportamenti a rischio durante lo sviluppo. L’incontro, si legge in una nota, “promuove un metodo di prevenzione con un approccio a molteplici livelli, con elementi teorici arricchiti da spunti operativi e indicazioni pratiche su come aumentare la consapevolezza sui fenomeni tra gli studenti e il personale scolastico, come agire e come intervenire nella gestione dei casi di bullismo e/o cyberbullismo insieme al team per l’emergenza della scuola”.
“Lo psicologo scolastico non solo offre sostegno alle vittime – dice Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine toscano – ma aiuta l’intera classe o comunità scolastica a prevenire fenomeni di bullismo e di violenza fisica, virtuale o psicologica. La scuola in dialogo con le famiglie ha quindi un ruolo fondamentale nel contrasto alle baby gang e agli episodi di bullismo, che come vediamo continuano a riempire le cronache locali: penso al giovane affetto da autismo aggredito da un gruppo di bulli o al ragazzo derubato da coetanei a Firenze. Ecco, a scuola si può promuovere la cultura del rispetto dell’altro, delle regole, delle diversità”.
Secondo l’indagine Edit 2022 di Ars Toscana (novembre 2022) in Toscana, le modifiche relazionali imposte dalla pandemia nel corso dell’anno scolastico 2021/2022 hanno contribuito a ridurre la diffusione complessiva del bullismo tradizionale (o “offline”): fra i ragazzi e le ragazze fra i 14 ed i 19 anni il 16% (contro il 22,3% del dato italiano) dichiara di aver subito prepotenze nel corso dell’ultimo anno, con una differenza di genere che conferma il maggior coinvolgimento di quello femminile (femmine: 20,3%; maschi: 12%). Gli atti di bullismo in misura elevata mostrano contenuti di carattere etnico, omofobo o legato all’identità di genere. La riduzione delle forme “offline” ha favorito un incremento del cyberbullismo con valori che, seppur rimanendo al di sotto della media nazionale (Italia: 8,4%; Toscana: 5,8%), indicano la necessità di interventi specifici orientati a forme di violenza in continua trasformazione.

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