America Latina: congresso internazionale sulla Conferenza di Aparecida. Cabrejos (Celam), “onorare i debiti, dentro alle nuove sfide”

La Chiesa dell’America Latina e dei Caraibi riflette da ieri e fino al 14 settembre, in un congresso internazionale, che si tiene in modalità virtuale, promosso da numerosi soggetti e istituzioni, alla luce del documento di Aparecida, frutto della V Conferenza generale dell’episcopato dell’America Latina e dei Caraibi. Tema del congresso è “Aparecida, 15 anni dopo, alla luce del magistero di Papa Francesco”. L’allora cardinale Bergoglio, futuro Papa Francesco, fu il coordinatore del gruppo che scrisse il documento finale, un testo che ha aperto grandi prospettive per il futuro della Chiesa, soprattutto dopo l’elezione dell’attuale Papa.
Tra i relatori, nella prima giornata, il presidente del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (Celam), mons. Miguel Cabrejos, che vede nel congresso, rispetto alla Conferenza di Aparecida, “un’opportunità per rivedere le proposte, vedere i progressi, onorare i debiti e riconoscere le nuove sfide che sono sorte negli anni successivi e richiedono la nostra attenzione oggi”.
Un documento non facile da preparare, come ricorda Mons. Cabrejos, che doveva essere redatto in una Conferenza vissuta in un tempo di crisi, segnato in America Latina e nei Caraibi dall’aumento di “violenza, disoccupazione, povertà. Insieme alla disuguaglianza, alla corruzione e al traffico di droga”.
In questa situazione, il presidente del Celam ricorda i contributi di Aparecida, considerando, come primo di essi, “il recupero del sentimento di una Chiesa con caratteristiche proprie, che da quell’originalità è capace di contribuire alla Chiesa universale”, segnata dalla “camminare con le persone povere e vulnerabili e prendersi cura della natura, la nostra casa comune”. Insieme a questo, è centrale la conversione pastorale verso una Chiesa in uscita, gioiosa, di “carattere samaritano, solidale, vicina, accogliente, compagna di cammino e avvocata dei poveri”, che accompagna “i popoli nelle sfide sociali e ambientale, che comprendono la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, attraverso la cura della terra”.
L’arcivescovo di Trujillo ha parlato anche dei “debiti verso Aparecida”, di ciò che ancora non è stato attuato. Tra questi uno “stato di missione” la sfida una fede inculturata, il superamento del clericalismo, da superare attraverso la sinodalità.

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