Terra Santa: padre Schnabel (patriarcato latino), “fede comune nella Pasqua più importante delle nostre differenze”

Si riuniranno oggi, 28 gennaio, nella chiesa siro-ortodossa di San Marco, a Gerusalemme, i rappresentanti delle tredici confessioni cristiane presenti in Terra Santa per proseguire le celebrazioni per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si concluderà domenica 30 gennaio nella Chiesa greco-cattolica dell’Annunciazione nella città vecchia di Gerusalemme. La settimana di preghiera, riporta il sito della Custodia di Terra Santa, è iniziata sabato 22 gennaio, con l’invito della comunità greco-ortodossa ad assistere alla Compieta nella basilica del Santo Sepolcro, all’altare del Calvario. Domenica 23 gennaio nella Cattedrale anglicana di San Giorgio, è stata la comunità anglicana a ospitare i cristiani di Gerusalemme per la preghiera ecumenica, mentre nella chiesa del Redentore martedì 25 gennaio, è stata la volta dei luterani. I francescani della Custodia di Terra Santa hanno accolto i fedeli mercoledì 26 gennaio nella parrocchia latina di San Salvatore, vicino alla Porta Nuova. Il giorno seguente la preghiera per l’unità dei cristiani si è svolta nella sala del Cenacolo sul Monte Sion, guidata dai monaci del monastero della Dormizione di Maria. Il 27 gennaio la preghiera ha avuto luogo nella sala del Cenacolo. “Qui in Terra Santa sperimentiamo l’ecumenismo nella vita di tutti i giorni – dichiara Amjad Sabbara, frate francescano e parroco della chiesa di san Salvatore -. Nelle nostre famiglie abbiamo spesso cattolici, greco-ortodossi, armeni, maroniti, luterani e viviamo insieme come cristiani. Questo è possibile perché, pur nelle diversità, abbiamo qualcosa in comune: Gesù Cristo. Abbiamo storie differenti, diversi ostacoli lungo la strada, ma anche i re magi che seguivano la stella hanno cambiato il loro cammino: così anche noi dobbiamo cambiare il modo in cui ci guardiamo l’un l’altro, dobbiamo cambiare il modo in cui ci comprendiamo a vicenda”. “Ecumenismo non è guardarsi l’un l’altro, ma è guardare insieme nella stessa direzione”, spiega padre Nikodemus Schnabel, vicario patriarcale per la pastorale dei migranti e rifugiati in Terra Santa, che il 27 gennaio ha presieduto la preghiera nella sala del Cenacolo. “Qui a Gerusalemme, dove abbiamo date diverse per festeggiare la Pasqua, abbiamo però la stessa fede nella Pasqua, non importa a quale denominazione cristiana apparteniamo. Questa fede comune è più importante delle nostre differenze”.

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