Coronavirus Covid-19: Iss-min. Salute, in calo incidenza a 1.823 e Rt a 0,97, ma dati sono incompleti. Scendono ricoveri. Quattro regioni a rischio alto, 9 moderato, 8 basso

Nella  settimana tra il 21 e il 27 gennaio si osserva una diminuzione dell’incidenza settimanale a livello nazionale: 1823 ogni 100mila abitanti  vs 2011 ogni 100mila abitanti, dati flusso ministero Salute. Lo evidenzia il report Istituto superiore di sanità-ministero della Salute, contenente i dati principali del monitoraggio della Cabina di regia.
Nel periodo 5 – 18 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,86 – 1,18), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt=0,96 (0,94-0,99) al 18 gennaio vs Rt=1,01 (0,99-1,02) all’11 gennaio. Tuttavia, si legge nel report, “diverse Regioni/Province autonome hanno segnalato ritardi nell’inserimento dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati”.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 16,7% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 27 gennaio) vs 17,3% al 20 gennaio. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 30,4% (rilevazione al 27 gennaio) vs 31,6%  al 20 gennaio .
Quattro Regioni/Province autonome sono classificate a rischio alto, di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione per incompletezza dei dati inviati; 9  risultano a rischio moderato. Tra queste, tre sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto; 8 sono classificate a rischio basso. Quindici Regioni/Province autonome riportano almeno una singola allerta di resilienza. Quattro riportano molteplici allerte di resilienza. Stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (652.401 vs 658.168 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (18% vs 15%). In diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 41%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 44%).

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